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CAMPAGNA 2013

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15 LUGLIO 2013  

Resoconto della giornata di scavo

Generale

Approfittando di questa giornata di riposo, pubblichiamo oggi delle ricostruzioni che possano chiarire ai lettori alcuni aspetti topografici e dimensionali del cantiere di scavo per la campagna 2013.


Da una pianta generale si può capire l'estensione dello scavo, che copre una superficie totale di oltre 370 m2 suddivisi su quattro aree di intervento: l’Area 1000 (135 m2) estesa tra l’abside della chiesa e il transetto settentrionale, l’Area 2000 (63 m2) che costeggia il campanile e il perimetrale nord, l’Area 3000 (66 m2) in facciata e la 4000 (108 m2) tra il perimetrale sud e il pozzo.


Da un quadro assonometrico tridimensionale è più facile intuire sviluppo e dimensioni delle zone di indagine attorno alla chiesa di San Pietro. Ogni area insiste su orizzonti archeologici diversi: la 1000 è volta a capire le fasi di vita attorno all’abside e gli edifici che dovevano caratterizzarle in antico, la 2000 a investigare le attività cimiteriali moderne sviluppate attorno alla chiesa, la 3000  quelle, più antiche, in facciata e, contestualmente, lo sviluppo della chiesa pre-attuale, infine la 4000 ad approfondire lo studio di un’area presumibilmente destinata ad ospitare il chiostro dell’antica abbazia camaldolese.


Una ricostruzione fotogrammetrica dell’Area 3000 può aiutare a comprendere la complessità degli orizzonti portati alla luce e a chiarire spazi ed elevazioni. La fotogrammetria è una tecnica ricostruttiva all’avanguardia che, sfruttando la sovrapposizione prospettica di numerosi scatti fotografici, consente di ottenere modelli tridimensionali di un qualsiasi oggetto nello spazio, da un frammento di ceramica ad interi paesaggi. Nel nostro caso è stata più volte utilizzata per ricostruire proiezioni 3D di sepolture e manufatti che, una volta rimossi, avrebbero altrimenti perso la loro spazialità e le loro estensioni fisiche; parimenti essa può servire a creare modelli in scala e nelle tre dimensioni di oggetti difficilmente comprensibili con un rilievo bidimensionale o con fotografie. Per l’Area in esame si notino, da nord a sud, le fosse per la forgiatura delle campane e la trincea per la coltivazione del fuoco ad essa destinato, il muro perimetrale dell’antico edificio religioso, dieci metri più lungo dell’attuale e rasato dopo alcuni crolli nel XVI secolo; appoggiate ad esso le tombe a cassone litico contenenti diversi livelli di sepoltura. Infine il complesso livello caratterizzato da tagli, sbancamenti e strati di dispersione di ossa all’interno di quella che, una volta, doveva essere la navata della chiesa.

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