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CAMPAGNA 2013

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29 LUGLIO 2013  

Resoconto della giornata di scavo

Generale

Giunti all’ultima settimana di scavo prima della fine della Fieldschool, possiamo iniziare a delineare le prime considerazioni sui risultati ottenuti da questa terza campagna.
Le prerogative a cui abbiamo cercato di dare risposta sono state le seguenti:

  • Ampliare la conoscenza delle fasi cimiteriali moderne e medievali
  • Ricostruire gli ambienti attorno alla chiesa di San Pietro
  • Portare alla luce l’antica facciata medievale dell’abbazia
  • Definire gli ambienti del chiostro a sud del complesso monastico

Lo scavo intensivo delle aree di indagine ha consentito di ottenere serie scheletriche che coprono un arco cronologico estremamente vasto, che dal pieno Medioevo (Aree 1000 e 4000) arriva sino a livelli Settecenteschi (Area 3000) e Ottocenteschi (Area 2000). Particolarmente interessanti le sepolture afferenti alla fase epidemica del colera del 1855, documentate in tutta l’Area 2000.
Con l’ampliamento dell’Area 1000 è stato possibile completare la messa in luce dell’ambiente un tempo prospiciente all’abside, posteriore alla vita del cenobio e presumibilmente contestualizzabile al XVI secolo.
Come le prospezioni geofisiche avevano da tempo evidenziato, l’approfondimento stratigrafico in Area 3000 ha portato alla luce l’antica facciata della chiesa di San Pietro, che, distante ben 10 metri dall’attuale, disegnava un tempo il profilo di un edificio di culto estremamente imponente.
I risultati più sorprendenti arrivano tuttavia dell’Area 4000, a sud, dal cui scavo sono emerse le vestigia di quello che ormai senza alcun dubbio può essere identificato come il Chiostro dell’Abbazia, un edificio quadrangolare, con cortile di 13 metri, un deambulatorio con una luce di 3 metri ed un’estensione totale di oltre 30 metri per lato, con un’area di circa 900m2.
A partire dalle evidenze archeologiche portate alla luce, dalle prospezioni geofisiche e da una serie di confronti con strutture monastiche analoghe, è a questo punto possibile proporre una serie di ricostruzioni, che, pur lasciando largo spazio ad immaginazione e fascino, offrono una visione d’insieme delle enormi potenzialità offerte dal sito di Badia Pozzeveri, nonché uno spunto suggestivo per tornare, virtualmente, indietro nel tempo.

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