Il lavoro sul campo sta procedendo verso la rimozione dell’US 1004, uno spesso strato argillo-sabbioso difficilmente databile di colore giallo, sulla cui superficie superiore sono presenti segni di alcuni focolari e di evidenti attività antropiche che spingono a considerarlo una superficie d’uso. I reperti per la verità ancora languono e l’unico manufatto ritrovato da segnalare è una moneta da due centesimi di lire datata 1859; se però la stratificazione non è stata troppo manomessa, proprio questo piccolo oggetto può esser preso come “terminus post quem” e suggerirci che ci stiamo repentinamente avvicinando al livello cimiteriale del 1850, anno in cui la popolazione di Benabbio perse 46 cittadini a causa della grande epidemia di colera.
Sta poi andando avanti l'attività di informatizzazione del dato geografico: messo in pianta l'accumulo di pietre a ridosso del paramento della chiesa, abbiamo realizzato un modello tridimensionale della collina del castello che meglio evidenzia la struttura di tutto il sito.
Sul lato meridionale della sella su cui è sita la chiesa, infine, abbiamo iniziato a ripulire una piccola porzione di territorio dalle erbacce per indagare meglio l'andamento delle mura in previsione di una prossima mappatura della cinta.
Martedì 7
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Anche oggi l’attività di scavo principale si è concentrata sull’allargamento del saggio nel settore meridionale dell’area, dove stiamo procedendo alla rimozione della spessa US 1004 che si sta rivelando più lunga di quanto pensassimo. Per il momento non sono emerse evidenze archeologiche significative e nei prossimi giorni cercheremo di allargarci verso nord per ampliare l’orizzonte della ricerca.
Nel settore Nord abbiamo nel frattempo rimosso l’accumulo di pietre nell’angolo N-O (US 1002) dopo averle digitalizzate col GIS.
Infine, continuando a dissodare il terreno a sud dell’area di scavo, abbiamo messo in luce la parte occidentale delle mura del castello (vedi immagine): in un settore di esse è presente uno slargo che presumibilmente doveva costituire una torretta o un piccolo mastio.
Mercoledì 8
La settima giornata di scavo si è ancora una volta concentrata sulla rimozione dell’US 1004, uno spesso strato giallo con numerosi inclusi litici che potrebbe dimostrarsi la risultante di un getto di terra unitario risalente a non oltre due secoli fa (lo suggeriscono i frammenti di ceramica, maiolica e vetro finora rinvenuti al suo interno).
Quasi completo è lo svuotamento del cumulo di pietre nell’angolo N-O: al di sotto di esso, affogato nell’US 1004, è emerso un secondo ammasso di elementi litici più grandi, di ancora difficile interpretazione.
Il pomeriggio si è tuttavia concluso in anticipo per via di un violento acquazzone che ci ha costretto ad una repentina ritirata!
Giovedì 9
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Conclusa la rimozione dell’US 1004 nel settore meridionale grazie all’ausilio del mezzo meccanico, oggi abbiamo aperto anche una nuova trincea nel quadrante settentrionale dove la stratificazione, al momento, sembra presentare le stesse caratteristiche di tutta la porzione già indagata.
Contemporaneamente, con il dissodamento della collina del castello, è emersa un’interessante costruzione subito al di là delle mura meridionali: si tratta presumibilmente dei ruderi di una torre cisterna coeva alla struttura centrale costruita forse come baluardo di difesa o di osservazione esterno; presenta pianta quadrata di circa due metri e mezzo di lato ed un’elevazione attuale di almeno tre metri: in origine si può tuttavia ipotizzare l’esistenza di un secondo piano, subito al di sopra dell’ambiente destinato alla raccolta delle acque, adibito a guardiola. Al di fuori della cisterna un muro aggettante alquanto spesso forma un cuneo tutt’attorno alla struttura. Nelle prossime campagne di scavo approfondiremo sicuramente l’indagine.
Venerdì 10
Oggi il primo imprevisto dello scavo: dopo una mattinata dedicata alla pulizia dell'area, un temporale ha impedito la continuazione pomeridiana dei lavori. Abbiamo perciò occupato il resto della giornata informatizzando le schede di Unità Stratigrafica finora compilate e dedicandoci alle digitalizzazioni GIS.
Per saperne di più...
Le Unità Stratigrafiche Ogni azione umana o ogni evento naturale, ha lasciato in un sito una traccia che si sovrappone alla situazione preesistente e costituisce una unità stratigrafica (abbreviazione U.S.). Esempi di queste azioni o eventi possono essere l'accumulo di immondizia gettata al di fuori del villaggio, un fossato scavato intorno alle mura della città, la costruzione del muro di una casa, il suo crollo, il deposito di fango lasciato da un'alluvione, ecc.
A seconda che siano effetto di un evento naturale o di un'azione umana, le unità stratigrafiche si possono intanto suddividere in "naturali" (deposito alluvionale, crollo del muro) e "artificiali" (deposito di immondizia, costruzione di un muro, scavo di un fossato).
Inoltre possono comportare accumulo o asporto di materiali rispetto alla situazione preesistente: avremo quindi unità stratigrafiche "positive" (deposito alluvionale, accumulo di immondizia, costruzione di un muro), o "negative" (scavo di un fossato, crollo di un muro). Mentre la traccia di accumulo che costituisce un'unità stratigrafica positiva ha una consistenza fisica (lo "strato" di immondizia o di fanghiglia, il muro) la traccia di asporto che costituisce un'unità stratigrafica negativa è rappresentata dalla superficie di "taglio" immateriale lasciata dallo scavo del fossato o dalla rottura del muro.
Sabato 11
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Rimossa l'US 1004 anche nel settore settentrionale (sett. A), è emerso oggi un livello con evidenze antropiche rilevanti: si tratta di uno strato di matrice argillosa con numerosi inclusi litici e due attività stratigrafiche notevoli; da una parte abbiamo infatti messo in luce una canaletta in scisti e cemento destinata ad alloggiare i cavi elettrici che vanno verso la chiesa percorrendo longitudinalmente l’area (anche quest’opera, di per sé molto recente, deve comunque essere tenuta di conto per un corretto scavo stratigrafico); dall’altra parte stanno i pietroni sbozzati cui si appoggia uno strato di argilla giallo alternato ad ombreggiature regolari più scure che al momento paiono disegnare perimetri rettangolari allungati. È ovviamente ancora troppo presto per azzardare ipotesi avventate, ma tutti gli indizi potrebbero spingerci a stimare queste “ombre” come il riempimento delle fosse utilizzate per seppellire alcuni dei 46 colerosi morti a metà del XIX secolo e sepolti “a destra dell’entrata principale” (secondo cronache locali). Peraltro proprio sul muro della chiesa sovrastante il settore è incassata la lapide commemorativa riprodotta in figura. Nella prossima settimana potremo svelare il mistero!
IL POPOLO DI BENABBIO NELL'AUTUNNO DEL
1855 QUI DEPONEVA PIANGENDO LE 46 VITTIME
DEL COLERA E PER LA MEMORIA DI TANTO LUTTO