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SCAVO ARCHEOLOGICO DI
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BENABBIO 2007 :: I SETTIMANA
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Benvenuti!

In questa sezione troverete il resoconto pressochè giornaliero della Campagna di Scavo che ha interessato la zona sommitale della collina sovrastante il Centro di Benabbio (LU) tra il primo ed il 31 agosto 2007.

Gli scavi interesseranno l'area prospiciente alla Chiesa di S. Michele (XIII sec.) e si estenderanno nei prossimi anni a tutta l'area collinare della "Bastia" (topog. IGM) che in passato doveva essere cinta dalle mura del castello di Luporo Lupori.

Per approfondire l'argomento cliccare qui.

 

     
 
 
Mercoledì 1
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Gonfiaggio dell'aerostato
Gonfiaggio dell'aerostato
Collaudo del pallone
Momento dello scavo
Momento dello scavo
Momento dello scavo
Momento dello scavo

Lo scavo è iniziato!

La prima giornata è servita a collaudare il pallone aerostatico frenato che servirà per le fotografie zenitali, a picchettare l'area di scavo e a effettuare la pulizia della superficie dell'area.

L’area dello scavo:
abbiamo perimetrato un’area di circa 120 metri quadrati (17 x 7 metri di lato); la procedura di scavo si adeguerà al metodo dell’”open area”, con gli archeologi impegnati contemporaneamente su un'ampia superficie di scavo, non corrispondente per il momento ad un bacino stratigrafico ben delimitato.
Oggi abbiamo rimosso lo starto di calpestio superficiale, già disboscato qualche tempo fa, ed ora dissodato dall’erba e dalle radici superficiali.

 
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Il pallone frenato:
utilizzato in archeologia già da qualche decennio soprattutto in Gran Bretagna e USA, non ha ancora avuto grande impiego in Italia. Nel nostro caso si tratta di un pallone in composto plastico di circa due metri di diametro gonfiato ad elio (circa 10 metri cubi); ad esso è attaccata una fotocamera digitale Canon settata con grandangolo (30 mm) e ortogonale al piano del pallone.

 

 

 

Giovedì 2
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Scavi in corso
Scavi in corso
Scavi in corso
Una schermata del GIS
Una schermata del GIS

 

 

 

 

 


L’attività di scavo di quest’oggi si è incentrata su tre punti principali:

  1. la rimozione dello strato di humus che copriva l’intera area
  2. la vuotatura generale della superficie di scavo e dei picchetti
  3. la georeferenziazione informatica degli elementi topografici dello scavo (GIS).

La rimozione e il dissodamento dello strato di humus superficiale ci permette di avere una visione più nitida dell’area di scavo. L’operazione, che durerà almeno fino a sabato, consiste nel togliere con picconi e trowels un pacchetto di terreno di circa due-tre centimetri che risulta fortemente perturbato dalla presenza di radici ed elementi organici e dall’attività antropica che da decenni ha interessato la sommità della collina. L’area già pulita ha subito rivelato la presenza di un piano di calpestio relativamente recente e di due attività stratigrafiche:
1) nel settore nord-occidentale dello scavo è emerso un crollo di pietre e laterizi che fa pensare ad una preesistente costruzione o addirittura a una porzione della cinta muraria del castello;
2) adiacente al paramento della chiesa, a circa due metri a sud dell’entrata principale è visibile un accumulo di pietre lavorate allineate fra di loro: fonti storiche suggeriscono possa trattarsi di una canaletta di scolo costruita nel Seicento, tuttavia il fatto che essa si situi proprio a ridosso di una fase edilizia della chiesa alquanto rimaneggiata fa nascere anche altre ipotesi che si chiariranno col procedere dei lavori. Notevole è comunque il fatto che tale struttura apparisse chiaramente anche nelle prospezioni effettuate col georadar qualche settimana fa dalla equipe del prof. Marchisio dell’Università di Pisa.

 
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Il GIS (I parte)
GIS è l’acronimo di Sistema Informativo Geografico (Geographic Informative System): esso può essere considerato un potente insieme di strumenti (informatici e non) per la raccolta, l’archiviazione, la ricerca, la trasformazione e la rappresentazione di dati spaziali provenienti dal mondo reale. Da un punto di vista tecnico un’elaborazione GIS si compone di una parte “empirica”, che consiste nell’acquisire dati topografici fisici (misurazioni, coordinate, quote) e di una informatica, basata da una parte su un software di tipo CAD per il disegno e la georeferenziazione e dall’altra su un database SQL per la gestione del dato correlato ad ogni figura (punto, linea o poligono). Nei prossimi Giorni affronteremo più nel dettaglio le relazioni tra GIS e archeologia.

 

 
Venerdì 3
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La ruspa in azione
Un momento di scavo
La tamponatura nel paramento della chiesa
L'accumulo di pietre nel settore S-E
Il saggio scavato dalla ruspa

Proseguendo nella rimozione dello strato di humus superficiale (US 1001) sta emergendo nettamente un livello di terra a matrice argillosa color giallo/marrone. Grazie all’aiuto di una ruspa è stato scavato un settore quadrangolare di 5x7 metri nella zona sud-orientale dello scavo, che ha permesso di comprendere meglio la natura dell’accumulo di pietre squadrate a ridosso del paramento della chiesa: scartata l’ipotesi della canaletta di scolo, potrebbe invece trattarsi del primo di alcuni gradini che permettevano l’accesso laterale alla chiesa nel punto in cui ora è visibile una tamponatura relativamente recente (che si tratti dell’antico pulpito?)

 
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Il GIS (II parte)
Il connubio tra GIS e archeologia, benché relativamente recente, è ormai saldo e estremamente funzionale. Un buon lavoro di mappatura elettronica delle US e di ogni limite dello scavo fornisce una visione esaustiva e precisissima del contesto; d’altra parte la gestione informatica del dato archeologico garantisce l’integrità e la correttezza della gran copia di informazioni che sempre più caratterizza un buon lavoro archeologico.

 

Guardate il filmato che illustra lo sviluppo dell'area della Chiesa di San Michele e del Castello di Lupo de' Lupari.

     

 

 
 
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27/08/13