Area 1000
Documentato l’individuo US 1376, si è proceduto a mettere in luce l’altro inumato (US 1377), al primo immediatamente contiguo. Si tratta di una donna adulta di circa cinquant’anni in discreto stato di conservazione, la cui situazione tafonomica è piuttosto complessa: la porzione prossimale dello scheletro (torace e ventre) risulta infatti ricoperta da un potente strato di calce versato al di sopra del consueto sudario. La rimozione della colata ha mostrato una situazione tipica della decomposizione dei corpi in spazio vuoto, col caratteristico collasso delle coste e una disconnessione della colonna vertebrale in più punti. Il resto del postcraniale risulta invece consunto in spazio pieno, anche se la porzione distale delle gambe è stata gravemente corrotta dall’azione delle radici e delle pietre che costituivano il riempimento della fossa.
Parallelamente l’area di scavo è stata allargata, ricavando un transetto di circa un metro di larghezza lungo tutta la sezione nordorientale. Si è portato così alla luce il proseguimento del muro di cinta laterale contiguo all’US 1302, già emerso nei primi giorni di lavori.
Altre aree
AREA 5000
È stata ultimata la rimozione dello strato US 5002 nella porzione meridionale del saggio, mentre nel settore orientale è stato completamente portata alla luce l’US 5014, costituita da un vespaio di pietre messo in opera al momento della costruzione del muro di contenimento, realizzatro in età moderna per lo sfruttamento agricolo della collina. È stata anche delimitata una nuova aerea contigua alla 5000 che si estende verso meridione fino alla cisterna incastellata con un perimetro di 6x12m.
AREA 3000
Si è continuata la rimozione dell’US 3017 rinvenendo sempre nell’angolo nord chiodi e ceramica di provenienza padana e alcune scorie ferrose. Nel resto del settore scarni rinvenimenti tranne alcuni frammenti ceramici e mezzo ferro da cavallo.