Area 1000
Lo scavo dell’ampliamento effettuato all’interno del Settore D ha portato alla luce un’interessante situazione stratigrafica che può essere sintetizzata secondo il seguente schema cronologico:
- dopo la rasatura della cortina muraria dell’edificio medievale (USM 1356) in epoca indefinita (XIV sec?) viene accumulandosi uno strato di terra e pietre di crollo (US 1400 e 1395);
- lo strato viene perturbato da una grossa buca di origine probabilmente naturale (radici di un albero?);
- dopo aver asportato le radici dell’albero, in cerca di pietre sbozzate per costruire i nuovi edifici nell’abitato moderno, si ricava nel terreno una fossa di spoliazione (US -1394) ricercando la cresta del muro medievale;
- entrambi i tagli (fossa di spoliazione e impronta dell’albero) vengono colmati da uno strato di pietre di piccola pezzatura non lavorate, con l’intenzione di livellare il suolo e di creare un orizzonte drenante;
- viene costruito un muro a secco (siamo in età sicuramente moderna ed anteriore all’epidemia del colera del 1855) in grado di arginare la spinta del terrapieno che viene riportato alle sue spalle con funzione agricola (humus).
Nel frattempo la messa in luce del paramento settentrionale dell’edificio ha restituito una moneta posta nello strato che obliterava la cresta della struttura. Si tratta di un grosso in lega di conio lucchese con impresse in faccia le lettere “L U C A” e la dicitura “Otto imperator” e sul retro un’icona che presumibilmente mostra il Volto Santo. Benché questo tipo di moneta abbia avuto vita e distribuzione assai lunga (Ottone IV confermò a Lucca il diritto di zecca nel Tredicesimo secolo, ma il conio continuò ad essere utilizzato senza modifiche per oltre due secoli), possiamo considerare l’esemplare ritrovato risalente al XIV sec. Questo ci offre importanti spunti di interpretazione: giacendo infatti all’interno di uno strato accumulatosi posteriormente alla distruzione del muro, il reperto le si pone come terminus ante quem, ovvero come “picchetto cronologico” prima del quale dev’essere avvenuto lo smantellamento dei filari in pietra. Si può dunque desumere (anche se con ovvie riserve) che l’edificio cessò la sua vita prima della fine del Quattrocento, il che sta in linea con quanto emerso nelle Aree 2000 e 3000.
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