Area 1000
Nella giornata di oggi si è proceduto allo scavo, alla documentazione ed alla rimozione dei due individui scheletrizzati già messi in luce alla fine della scorsa settimana. Si tratta di due sepolture del colera orientate W-E in facciata alla Chiesa di San Michele. La prima (US 1324) si presentava in cattivo stato di conservazione e i resti osteologici non hanno consentito una determinazione sicura di sesso ed età alla morte (potrebbe comunque trattarsi di una donna matura). La seconda (US 1325), invece, meglio preservata, mostrava i resti di un soggetto femminile di 40-50 anni di età; l’avambraccio destro era occluso da un grosso grumo di malta e calce riversatagli al di sopra al momento della sepoltura: solidificandosi, la colata ha mantenuto in negativo il calco del sudario che avvolgeva il corpo. È, questa, una importante conferma di una pratica in ampio uso nell’Ottocento e della quale, sinora, non avevamo indizi probanti.
Nel frattempo si è iniziato ad indagare le tracce di sepolture disposte lungo la facciata della chiesa; i quattro tagli individuati venerdì 10 hanno restituito l’evidenza di una stratificazione assai complessa, costituita da una sovrapposizione di fasi e periodi, che dal Basso Medioevo portano sino alle sepolture del colera ed oltre. La fossa rinvenuta di fronte al portale d’accesso (US -1323) ha rivelato, in sezione, la presenza di un taglio ad essa perpendicolare ed esteso sotto il risparmio divisorio con la seconda (US -1321), contenente i resti di un bambino (la cui periodizzazione è ancora sotto indagine). La terza (US -1319) e la quarta (US -1317) sembrano essere state tagliate da due trincee parallele e presumibilmente post-ottocentesche, la cui origine e funzione sono al momento sotto studio.
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