Area 1000
La giornata di oggi ha visto il gruppo di lavoro impegnato su due fronti paralleli: nel Settore D, ove sono finalmente emersi i limiti degli ultimi tagli che caratterizzano lo spiazzo in facciata alla chiesa, e nel Settore A, di lato a S. Michele, per completare la messa in luce del 36° individuo ottocentesco.
Nel Settore D i tre tagli per sepolture identificati nella porzione N-E sono stati svuotati dei riempimenti superficiali, spessi circa una trentina di centimetri e composti da una grande quantità di pietre di piccole e medie dimensioni. Dai riempimenti provengono frammenti ceramici del XVIII e XIX sec., frammenti di ossa umane ed anche alcuni oggetti di carattere deposizionale (due medagliette ed un rosario con grani in legno). Al di sotto dei riempimenti superficiali sono stati individuati altri livelli di riempimenti.
Nei tagli US -1407 e -1409, perpendicolari alla facciata della chiesa, il secondo livello individuato ha colore più scuro, a matrice mista, è direttamente a contatto con i resti osteologici umani appartenenti a due inumazioni della fase colerica.
Il secondo livello del taglio US -1367, parallelo alla facciata della chiesa, è più ricco di materiale litico, e non ha ancora restituito resti osteologici umani.
Nel Settore A è stata completata la messa in luce dell’individuo US 1238. Come detto si tratta di una donna adulta di circa 40-50 anni di età (lo ha confermato l’analisi dello scheletro il loco dopo la sua rimozione) sepolta supina tra l’agosto e il novembre 1855 lungo il muro medievale USM 1021 che corre parallelo al lato maggiore della chiesa, a circa 7 metri da esso. Lo scheletro, che si presentava in buono stato di conservazione, è stato oggi messo totalmente in luce, misurato documentato e infine rimosso. Secondo i calcoli effettuati tenendo conto della lista dei deceduti ricavata dall’Archivio Parrocchiale di Benabbio (APB, Morti D5, c. 36v-39r.), s e questo è il 36° individuo emerso dal cimitero del colera, rimarrebbero da scavare dai 9 agli 11 scheletri di età moderna.
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