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SCAVO ARCHEOLOGICO DI
BENABBIO

 


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LO SCAVO STRATIGRAFICO DEL CASTELLO E DEL CIMITERO DI BENABBIO
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CAMPAGNE PRECEDENTI

:: Sondaggi sulla sommità meridionale (Aree 2000-3000 e 4000)::

Il primo saggio sul rilievo a sud della chiesa (area 2000) è stato aperto a ridosso della cinta muraria orientale, dove essa termina piuttosto bruscamente e si ha un netto salto di quota; in questo punto alcune strutture murarie delimitano un ambiente quadrangolare che si addossa alla cortina del castello. L’area è stata indagata completamente fino alla roccia di base e all’impostazione della fondazione della cortina muraria.
Il primo intervento riscontrato, la costruzione del muro di cinta del castello, ha previsto una regolarizzazione ed uno spianamento della roccia di base, a cui è seguita, sul limite orientale, l’esecuzione di un taglio largo 40-50 cm, che è stato seguito in profondità fino a 70 cm, in cui sono stati allettati grossi blocchi di arenaria incastrati l’uno con l’altro senza bisogno di legante, sostituito da argilla e pietrisco. Su questo basamento è stato impostato il primo filare di bozzette regolari legate con malta, fermato da altri grossi blocchi di arenaria inseriti nel taglio e puntellati contro il banco roccioso. Gli ultimi trenta centimetri del taglio erano riempiti di sedimento argillo-sabbioso misto a pietrisco (1).
L’elevato del muro di cinta prosegue con regolari filari di bozzette per altri venti-trenta cm, per poi subire un cambiamento nella tecnica costruttiva: le bozzette si fanno meno regolari, i filari si sdoppiano e si fa frequente ricorso all’uso di zeppe. Questo cambiamento può far pensare ad un avvicendamento delle maestranze oppure ad una parziale ricostruzione del circuito murario.  Tra la fine del XIV e la prima metà del XV secolo al muro di cinta viene ad addossarsi un edificio quadrangolare, che delimita una superficie di 16 m², formato da perimetrali larghi 45 cm  costruiti con elementi litici sbozzati o semplicemente spaccati, disposti a filari irregolari, con frequenti sdoppiamenti e zeppature. L’ingresso, di cui si conserva la soglia, era collocato nel perimetrale meridionale  e la struttura possedeva almeno due piani, essendo presenti nel muro del castello gli alloggi quadrati, realizzati in rottura, delle travi del solaio. Lo scavo degli strati accumulatisi sul banco roccioso, residui dei livelli vita interni della costruzione, ha evidenziato una fase d’occupazione databile, sulla base delle restituzioni ceramiche, alla metà-seconda metà del XV secolo (2).
A fine ‘400 è subentrato l’abbandono della struttura e quindi il crollo della copertura formata da lastre di pietra scistosa e laterizi. Immediatamente a sud dell’area 2000 è stato aperto un altro settore di scavo (area 3000) della stessa estensione. L’indagine di quest’area è solo agli inizi; tuttavia è stata evidenziata un’altra struttura muraria, larga 50 cm, appoggiata perpendicolarmente al muro di cinta del castello, che probabilmente delimita un altro ambiente simile al precedente.
Sempre sul colle meridionale, ma a ridosso del tratto occidentale del muro di cinta, è stato aperto un altro saggio di scavo (area 4000). L’area è stata indagata soltanto parzialmente, ma ci ha permesso di portare alla luce un discreto tratto in elevato della cortina muraria e, soprattutto, di individuare un angolo della fortificazione sommitale che, in corrispondenza del salto di quota a nord dell’area, piegava decisamente verso est a formare un angolo retto. Da questo particolare si evince che la sommità meridionale era divisa dal resto dell’insediamento da un muro che la cingeva lungo il versante nord, e si configurava come la parte più munita e meglio difesa del castello.

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Galleria di immagini

L'area 2000


L'area 3000


L'area 3000


Note:

  1. Il riempimento  non ha restituito materiale diagnostico, la tecnica costruttiva rimanda genericamente all’XI-XIII secolo. Per confronti con strutture murarie dei castelli garfagnini cfr. Ciampoltrini-Notini-Rossi 1998, Giovannetti 1998, Quirós Castillo 2004. Per confronti in Val di Nievole cfr. Quirós Castillo 1999.
  2. Un’associazione di maiolica arcaica di terza fase con graffite a punta policrome di produzione lucchese o più probabilmente padana. Cfr. Ciampoltrini-Spataro 2005, p. 63 n. 4 e 5.
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SOMMARIO
La strategia di scavo
Lo scavo archeologico dell’area ad ovest della chiesa di San Michele (Area 1000)
Sondaggi sulla sommità meridionale (Aree 2000-3000 e 4000)
L’informatica applicata allo scavo: Impostazioni preliminari
L’informatica applicata allo scavo: Primi risultati pratici
L'informatica applicata allo scavo: GIS e schede
L'informatica applicata allo scavo: Fase operativa
 



 
 
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