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SCAVO ARCHEOLOGICO DI
BENABBIO

 


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LO SCAVO STRATIGRAFICO DEL CASTELLO E DEL CIMITERO DI BENABBIO
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:: L'informatica applicata allo scavo: GIS e schede::

Per quanto riguarda poi la schedatura, ovvero la trasformazione in “dato” delle evidenze fisiche portate alla luce (ed è, questo, il terzo punto di incertezza manifestato qualche pagina fa), si è palesata una certa inesperienza su come valorizzare ciascuna unità con elementi alfanumerici collegabili al GIS: inesperienza peraltro legata non al metodo, ma al mezzo. Abbiamo dunque realizzato ex novo una scheda elettronica di Unità Stratigrafica configurata sul prototipo cartaceo sviluppato nei mesi precedenti all’inizio dello scavo e riportata in Figura 1. Il modello informatico è stato creato utilizzando l’interfaccia di MS Access (ultimamente è in fase di restyling): i report tabulari relativi a ciascuna US sono stati poi esportati in files dal formato compatibile con ArcView contenenti le informazioni più congrue ad una rapida caratterizzazione informativa dell’evidenza vettoriale e “uniti” – per mezzo di un comando SQL noto come join – alle tabelle del GIS (Figura 2).

Figura 1 - Screenshot della scheda elettronica di US utilizzata a Benabbio Figura 2 - Esempio di tabella di lettura veloce applicata al GIS di Benabbio
Screenshot della scheda elettronica di  US utilizzata a Benabbio Esempio di tabella di lettura veloce applicata al GIS di Benabbio

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La questione più importante per uno scavo cimiteriale come quello di Benabbio era senz’altro legata alla rappresentazione delle sepolture e degli inumati: se per le prime sono stati utilizzati i medesimi protocolli delle US negative (tipo 5), per i secondi la questione è stata più complessa; sono stati infatti elaborati diversi metodi per la rappresentazione dei resti umani, ciascuno legato, in buona sostanza, alla priorità loro riservata dalla equipe di studio (1). A Benabbio si è deciso di rappresentare gli scheletri col massimo grado di precisione, riportando su schermo tutte le ossa in scala e con già una serie di informazioni specifiche (nome dell’osso, lateralità, dimensioni, ecc.) collegabili con il database primario. È stato dunque stabilito un nono tipo di rappresentazione vettoriale:

Il rendering dei reperti scheletrici avviene in due fasi: prima si riportano tutte le ossa e i frammenti in forma di poligono, attribuendo a ciascun elemento una definizione coerente basata sull’interpretazione ed il riconoscimento sul campo, poi lo si converte in polilinea e lo si inserisce nel novero degli individui recuperati, suddivisi per fase o area in modo da facilitare la visualizzazione d’insieme e le ricerche. Come si intuisce la prima fase è lunga e difficile poiché prevede che l’operatore GIS abbia le competenze per interpretare le evidenze man mano ricalcate in digitale, riconoscendo l’osso, la lateralizzazione e le eventuali corrispondenze: che sia cioè un antropologo e che compia la digitalizzazione di pari passo con lo scavo, in modo che possa controllare suis propriis oculis il recupero del materiale scheletrico. Tutto ciò, si comprende, è difficilmente applicabile alla maggior parte degli scavi, tuttavia, ove possibile, rappresenta un ausilio unico per la successiva elaborazione interpretativa in laboratorio poiché registra “in diretta” il recupero di reperti che difficilmente giungono integri nella loro interezza sul bancone del ricercatore.

 


Note:

  1. In scavi dall’impostazione eminentemente archeologica spesso si è preferito riservare agli scheletri uno spazio alquanto ridotto all’interno del GIS, caratterizzandoli con semplici figure costituite da una linea terminante in una capocchia che rappresenta la testa, lunga quanto l’inumato e orientata nel senso di giacitura; il disegno scientifico in scala viene fatto solo su cartaceo e, in taluni casi, rimontato in digitale soltanto a posteriori. In altri siti le sepolture vengono rappresentate meno sommariamente, ma non sempre sono in scala.
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SOMMARIO
La strategia di scavo
Lo scavo archeologico dell’area ad ovest della chiesa di San Michele (Area 1000)
Sondaggi sulla sommità meridionale (Aree 2000-3000 e 4000)
L’informatica applicata allo scavo: Impostazioni preliminari
L’informatica applicata allo scavo: Primi risultati pratici
L'informatica applicata allo scavo: GIS e schede
L'informatica applicata allo scavo: Fase operativa
 



 
 
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