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SCAVO ARCHEOLOGICO DI
BENABBIO

 


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LO SCAVO STRATIGRAFICO DEL CASTELLO E DEL CIMITERO DI BENABBIO
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CAMPAGNE PRECEDENTI

:: L'informatica applicata allo scavo: Fase operativa::

Una volta preparato il background informatico necessario si è iniziato a trasporre all’interno del sistema GIS le evidenze. Si proceduto perciò in due direzioni: per quanto riguarda le unità stratigrafiche, ogni evidenza è stata misurata, quotata, schedata e quindi inserita nella griglia georeferenziata del software ricalcando una nuvola di punti ad essa liminari presi attraverso il rilevamento ottico a partire da una base Est 0 (posta in prossimità dello spigolo sud-orientale della chiesa): tramite l’impiego della stazione totale è infatti possibile calcolare l’angolo orizzontale in quattrocentesimi di grado e la distanza lineare dalla piattaforma di stazione del punto segnato con un prisma, nonché il dislivello verticale; queste misurazioni vengono riportate sul GIS, ottenendo così una riproduzione in scala fedele. Se l’US presenta particolarità morfologiche o inclusi interessanti, si procede ad elaborare una fotografia zenitale, caricandola sul calcolatore e georeferenziandola: le evidenze notevoli vengono ricopiate in scala ed etichettate. Il grado di precisione per la riproduzione delle US si avvicina a ± 5 cm dal reale (in media con gli standard anglosassoni (1)).

Figura 1 - L'area di scavo 1000 come appariva a metà della campagna di scavo 2008 Figura 2 - Processo  di fotoraddrizzamento e georeferenziazione dell'immagine
L'area di scavo 1000 come appariva a metà della campagna di scavo 2008 Processo di fotoraddrizzamento e georeferenziazione dell'immagine


Come detto, poi, l’inserimento nel GIS delle Unità Scheletriche è sensibilmente più complesso: la prima operazione consiste nel realizzare, il più zenitalmente possibile, una serie di fotografie dell’individuo che poi verranno giustapposte a creare un’immagine unica; attraverso l’uso di software specializzati (2) essa viene raddrizzata e georeferenziata (Figura 2). Infine si procede col ricalco digitale dei limiti delle ossa utilizzando i poligoni vettoriali. Parallelamente si costruisce la tabella di valori tipizzanti l’Unità: se ne registra la sigla, l’osso caratterizzato, la sua lateralità e la quota specifica (Figura 3). Ogni osso è inoltre siglato rispettando uno standard progressivo che trova riflesso nel database di Bones, in modo consentire un eventuale join relazionale. Una volta completato l’inserimento di tutte le caratteristiche grafiche ed alfanumeriche si esportano i vettori poligonali convertendoli in polilinee e fondendoli insieme, in modo da ottenere un unico record. Questa operazione, che può apparire pleonastica, ha lo scopo di normalizzare i dati grafici inseriti nel sistema: ogni scheletro infatti entra in tal modo a far parte di un tipo informativo uni-caratterizzato; il database associato può cioè esser composto di un unico campo (la sigla US) che fa da chiave di giunzione col più cospicuo sistema di dati ricavato dalle schede di Unità Scheletrica (Figura 82).

Figura 3 - Digitalizzazione dell'Unità Scheletrica Figura 4 - Serie scheletrica  2007 con database  composito (ovvero collegato tramite join col DB generale di scheda US: la chiave è la sigla US)
Digitalizzazione dell'Unità Scheletrica Serie scheletrica 2007 con database composito (ovvero collegato tramite join col DB generale di scheda US: la chiave è la sigla US)

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Il Pallone frenato

Durante le due campagne di scavo 2007 e 2008 è stato possibile avvalerci  di uno strumento alquanto innovativo per la realizzazione di riprese digitali dall’alto dell’area di scavo 1000: si tratta di un pallone aerostatico fluttuante in PVC di circa due metri e mezzo di diametro equipaggiato con una fotocamera digitale ad esso collegata mediante uno snodo cardanico (3) e cablata ad un notebook mediante una connessione USB. Le fotografie realizzate dall’alto assumono una prospettiva sostanzialmente zenitale e consentono di catturare l’andamento delle evidenze stratigrafiche senza distorsioni focali. Le varie riprese sono state fatte disponendo sul terreno delle mire dalla posizione nota, che poi sono servite da ancoraggio alla griglia topografica digitale. Al di là degli aspetti più suggestivi e didascalici, tale approccio ci ha più volte consentito di rilevare alcuni dettagli stratigrafici altrimenti inosservabili dal basso: i tagli delle sepolture relative al cimitero del colera, ad esempio, sono state “lette” proprio grazie all’osservazione delle variazioni di colore superficiali riprese dall’alto.

Figura 5 - Il pallone frenato in azione Figura 6 - Collage di aerofotografie zenitali
Il pallone frenato in azione Collage di aerofotografie zenitali

 


Note:

  1. Vedi http://daahl.ucsd.edu/DAAHL/
  2. È stato utilizzato il plug-in “Register and Transform” di ArcView e la griglia di raddrizzamento progressivo di Photoshop CS2 (che non distorce il volume delle fotografie).
  3. Si tratta di un giunto costruito appositamente e composto da un fulcro cubico in legno a cui sono collegate due staffe metalliche opposte e tra loro ortogonali. Il peso della macchina fotografica, attratta naturalmente verso il basso dalla gravità, scarica le oscillazioni indotte sul baricentro dello snodo; le due giunture si muovono a forze invertite ed equilibrano lo spostamento indotto in modo che la macchina si stabilizzi perfettamente sulla linea dell’orizzonte.
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SOMMARIO
La strategia di scavo
Lo scavo archeologico dell’area ad ovest della chiesa di San Michele (Area 1000)
Sondaggi sulla sommità meridionale (Aree 2000-3000 e 4000)
L’informatica applicata allo scavo: Impostazioni preliminari
L’informatica applicata allo scavo: Primi risultati pratici
L'informatica applicata allo scavo: GIS e schede
L'informatica applicata allo scavo: Fase operativa
 



 
 
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