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SCAVO ARCHEOLOGICO DI
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:: La Val di Lima nel Medioevo ::

Il territorio della Val di Lima costituiva in età longobarda e carolingia uno dei tre distretti amministrativi in cui era suddivisa la montagna lucchese ed era denominato “Fines Contronenses”. Le circoscrizioni territoriali, chiamate “fines” nelle pergamene altomedievali dell’Archivio Arcivescovile di Lucca, prendevano solitamente nome dal castello, spesso associato ad una pieve, che costituiva il vero e proprio centro amministrativo del distretto (1), nel nostro caso con riferimento alla sub regione dell’attuale Controneria, situata a nord della Lima, dove il castrum di Controne è forse identificabile nel fortilizio di cui restano tracce sul Colle di Castello che sovrasta Pieve di Controne. Sempre sulla base dei documenti dell’AAL il territorio risulta diviso in almeno quattro plebati:  S. Giulia in Controne (anno 772), S.Stefano de Bargi (anno 913), S.Quirici de Casanicclo o de Casabasciana (anno 918), S.Paolo de Vico Pannucculorum (anno 873).

Dalle quattro pievi della valle dipendevano numerose ville di cui è agevole rintracciare la precisa localizzazione o per la continuità insediativa che caratterizza molte località o per il permanere dei toponimi. Nel corso del IX e soprattutto del X secolo si assiste, come accade del resto  in molti altri distretti della lucchesia, all’allivellamento  da parte del vescovo di molte proprietà ecclesiastiche, di cui sono fatti beneficiari alcuni esponenti dell’aristocrazia lucchese, che verranno costruendo i loro domini signorili svincolandosi progressivamente dal controllo vescovile. Le famiglie che hanno interessi patrimoniali nella valle sono quella dei Cunimundinghi, di cui i Suffredinghi costituiscono il ramo principale, che troviamo citati per la prima volta nell’828 e che hanno la maggiore concentrazione di beni  nella porzione occidentale della  Val di Lima  con Fornoli, Chifenti e Lugliano; la famiglia dei Corvaresi che alla fine del X secolo riceve a livello, nella figura del suo principale esponente Fraolmo vicecomes,  numerosi beni in tutta la valle, tra cui beni in Menablo; infine la famiglia dei Porcaresi, la cui presenza,  più duratura rispetto a quella degli altri gruppi familiari, è attestata dall’XI secolo sino alla seconda metà del XIII, e che dal centro signorile di Corsena  estendeva la propria influenza su buona parte della vallata.

Nel corso del XIII secolo la regione è progressivamente assoggettata al comune di Lucca e nello statuto comunale del 1308 è ormai nominata “Vicaria Terrarum Civium et Vallis Lime”, anche se in epoca castrucciana l’instabilità della situazione politica sembra portare all’affermazione di alcuni poteri territoriali autonomi, come quello dei Castracane nella porzione occidentale, e quello dei Lupari nella porzione meridionale e orientale, che si dimostrano però di breve durata.
Un nuovo periodo di stabilità si inaugura con la riacquistata indipendenza di Lucca nel 1369, quando la valle è ridotta definitivamente a Vicaria Lucchese.

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Note:

  1. Così Fines Carfanienses per l’alta valle del fiume Serchio, e Fines Castrinovi per la Garfagnana centrale, con centro distrettuale da identificarsi rispettivamente nei pressi di Piazza al Serchio e presso Castelnuovo Garfagnana.
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SOMMARIO
La Val di Lima nel Medioevo
Il Castello nel Medioevo
Testimonianze storiche sul Castello di Benabbio
Il Colera del 1855
 



 

 
 
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