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In questa sezione troverete una serie di articoli, abstracts e bibliografie inerenti all'Archeologia Funeraria. Per ogni documento può essere lasciato un commento che (previa valutazione della redazione del sito) verrà pubblicato in appendice.

In questa sezione ci sono 40 articoli.

Badia Pozzeveri: quinta campagna di scavo 2015 presso l’abbazia camaldolese di San Pietro.

La quinta campagna di scavo a Badia Pozzeveri ha avuto luogo tra il giugno e l’agosto del 2015, in regime di concessione ministeriale, grazie al supporto del Comune di Altopascio e della Fondazione Cassa di Risparmio di Lucca. Hanno lavorato sul cantiere, in entrambe le campagne di scavo, ventitre studenti iscritti alla Fieldschool Pozzeveri varata dall’Università di Pisa (Divisione di Paleopatologia) e dalla Ohio Sate University (Department of Anthropology), a cui sono subentrati per due settimane undici studenti del Master di primo livello in Bioarcheologia, Paleopatologia e Antropologia Forense organizzato dalle sedi universitarie di Bologna, Statale di Milano e Pisa. Le indagini sono riprese in aree già aperte nelle campagne precedenti (2000, 3000, 5000 e 6000); nel 2015 l’estensione totale della superficie indagata archeologicamente ha raggiunto una superficie totale di circa 720 m2. Per maggiori informazioni sul progetto e sullo scavo si rimanda inoltre al sito www.paleopatologia.it.

Inserito il 26 novembre 2015
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Il National Geographic dedica un articolo ai risultati dello scavo di Badia Pozzeveri

Il segreto dell'evoluzione del batterio del colera è sepolto in Italia, nell'antico cimitero dell'abbazia abbandonata di Badia Pozzeveri, vicino a Lucca. Lo sta riportando alla luce una ricerca condotta dall'Università di Pisa in collaborazione con gli esperti dell'università dell'Ohio. Gli scavi sono una finestra su oltre mille anni di storia, e per la loro importanza hanno attirato l'attenzione di tutto il mondo, finendo persino sulla copertina della rivista Science.

Inserito il 17 febbraio 2015
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Scritto sulle epigrafi: premessa per una ricerca su malattie, cause di morte e medici in età imperiale romana

Lecture presentata nel Convegno Condizioni di vita, alimentazione, salute e malatie degli uomini del passato. L’approccio bioarcheologico tra storia, paleopatologia, antropologia fisica e scienze mediche” (Sassari, Aula Magna dell’Università, 11 ottobre 2014), in occasione dell’inaugurazione del “Centro Studi antropologici, paleopatologici, storici dei popoli della Sardegna e del Mediterraneo” dell’Università di Sassari

Inserito il 27 gennaio 2015
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Svelate le cause della morte di Cangrande della Scala

L'equipe di paleopatologia del professor Gino Fornaciaridell'Università di Pisa ha risolto un altro giallo del passato: a 700 anni di distanza, l'autopsia sul corpo mummificato di Cangrande della Scala, condottiero ghibellino e mecenate di Dante Alighieri deceduto improvvisamente a Treviso nel 1329, ha dimostrato che il signore di Verona morì per avvelenamento. «Le analisi hanno rivelato che Cangrande fu intossicato dalla somministrazione orale di un infuso o di un decotto a base di camomilla e gelso in cui era contenuta la digitale (Digitalis sp. forse purpurea) – spiega il professor Fornaciari -

Inserito il 24 gennaio 2015
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Badia Pozzeveri a Superquark
Andrà in onda durante la prima serata di RAI 1 di giovedì 21 agosto, nell'ambito della trasmissione di divulgazione scientifica "Superquark" di Piero Angela, un servizio sugli scavi condotti dall'Università di Pisa nel sito archeologico di Badia Pozzeveri, in provincia di Lucca. Lo scavo, su cui opera la Divisione di Paleopatologia guidata dal professor Gino Fornaciari, è tra i principali della Toscana per dimensione e numero di partecipanti. Deve la sua notorietà anche alla collaborazione che già da diversi anni vede lavorare gomito a gomito i ricercatori pisani e quelli della Ohio State University, la prima università statunitense per dimensioni e la seconda per numero di studenti. Proprio per questi motivi, nel dicembre dello scorso anno aveva conquistato la copertina della rivista "Science".

Inserito il 20 agosto 2014
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Gli scavi di Badia Pozzeveri su Science
La rivista dedica la copertina e un ampio reportage all'attività di scavo intorno all'antica abbazia

Inserito il 16 dicembre 2013
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Esplorate le sepolture di due figli illegittimi dei Medici
Riportati alla luce i resti di Gianfrancesco Maria (1619-1689) e Antonfrancesco Maria (1618-1659)

Inserito il 06 novembre 2013
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ESPLORATA NUOVA SEPOLTURA MEDICEA: FORSE GIANFRANCESCO MARIA
Nell’ambito di interventi di risanamento e adeguamento impiantistico delle Cappelle Medicee di Firenze, sono state sollevate le due chiusure di pietra serena che serrano il vano di una  sepoltura  ignota,  ricoperta  e  non  identificata  a  seguito  dei  lavori eseguiti  negli  anni  “70  del Novecento.
Di certo si tratta di un individuo di sesso maschile di età adulto- matura, compatibile con Gianfrancesco Maria de’ Medici - figlio di Giovanni, a sua volta figlio di Cosimo I e di Livia Vernazza – nato nel 1619 e morto all’età di 70 anni.

Inserito il 01 ottobre 2013
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CSI: Italian Renaissance
High on the facade of Santa Maria Antica, among soaring Gothic spires and forbidding statues of knights in armor, pathologist Gino Fornaciari prepared to examine a corpse. Accompanied by workmen, he had climbed a 30-foot scaffold erected against this medieval church in Verona, Italy, and watched as they used hydraulic jacks to raise the massive lid of a marble sarcophagus set in a niche. Peering inside, Fornaciari found the body of a male in his 30s, wearing a long silk mantle, arms crossed on his chest. The abdomen was distended from postmortem putrefaction, although Fornaciari caught no scent of decomposition, only a faint waft of incense. He and the laborers eased the body onto a stretcher and lowered it to the ground; after dark, they loaded it into a van and drove to a nearby hospital, where Fornaciari began a series of tests to determine why the nobleman died—and how he had lived.

Inserito il 02 luglio 2013
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I bambini dei Medici affetti da rachitismo
Uno studio condotto sui resti scheletrici di nove piccoli principi fiorentini vissuti tra il XVI e il XVII secolo dimostra che i bambini della potente famiglia di regnanti toscani erano affetti da rachitismo, una patologia causata dalla carenza di vitamina D che provoca l'indebolimento e la deformazione delle ossa. Lo studio è stato condotto da un'equipe di ricercatori dell'Università di Pisa guidati dal professor Gino Fornaciari, direttore della Divisione di Paleopatologia, i cui risultati sono stati pubblicati in un articolo uscito sull'"International Journal of Osteoarchaeology".

Inserito il 14 giugno 2013
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  • Scavo archeologiaco di Badia PozzeveriEsplora i risultati dello scavo e le straordinarie scoperte
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