Venerdì 14 maggio a Bagni di Lucca si è svolto il Convegno "LO SCAVO ARCHEOLOGICO DEL CASTELLO DI BENABBIO E L’ARCHEOLOGIA MEDIEVALE NELL’APPENNINO LUCCHESE" (approfondici...)
In questa sezione troverete una serie di articoli, abstracts e bibliografie inerenti alla Archeologia Funeraria. Per ogni documento può essere lasciato un commento che (previa valutazione della redazione del sito) verrà pubblicato in appendice.
In questa sezione ci sono 21 articoli.
“Pieve di Pava”, primi dati antropologici e paleopatologici (XI-XII secolo) Gli individui studiati sono quelli emersi durante le campagne di scavo 2004-2005. Le sepolture erano dislocate all’esterno del perimetro dell’antica pieve e ne seguivano l’andamento ovest-est. Si tratta sempre di inumazioni in fossa, delle quali solo alcune presentavano segnacoli in pietra in corrispondenza della testa o dei piedi. Gli inumati sono stati deposti in posizione supina. Unica eccezione è quella di una giovane donna (T58), sepolta intenzionalmente prona.
The 'Gout' of the Medici, Grand Dukes of Florence: a palaeopathological study Methods. The skeletal remains of the Grand Dukes and their families, buried in the Basilica of San Lorenzo in Florence, were examined macroscopically and submitted to X-ray investigation. Results. Out of 15 investigated individuals, two cases of diffuse idiopathic skeletal hyperostosis (DISH), with ossification of the anterior longitudinal ligament and massive hyperostotic changes of the extra-spinal ligaments, were detected in the skeletons of the Grand Dukes Cosimo I (1519–74) and his son Ferdinand I (1549–1609). The left foot of Ferdinand also revealed typical lesions of the uratic gout, confirming the archive data, which describe the disease in detail. Conclusions. The association between DISH and elite status, highlighted in recent research, receives further confirmation in the present study, furnishing evidence to the significance of this disorder as a lifestyle indicator, linked specifically with a high-caloric diet, consequent obesity and type II diabetes mellitus. Furthermore, the coexistence between DISH and gout observed in Ferdinand represents the first documentation of this association in the palaeopathological literature.
Inserito il 11 gennaio 2010 Letto 366 volte
"LE DONNE, I CAVALIERI, L'ARME,GLI AMORI, LE CORTESIE, L'AUDACI IMPRESE IO CANTO...."': ERGONOMIA E PALEOPATOLOGIA DEL PRINCIPE PANDOLFO III MALATESTA Durante i lavori di restauro della chiesa di San Francesco a Fano (Marche), effettuati nel 1995, è stato possibile accedere alla tomba in cui fu sepolto, nel 1427, Pandolfo III Malatesta, Signore di Fano. Il sarcofago, un monolito di porfido nero rossastro, presentava una breccia nella parete anteriore attraverso la quale, tramite un endoscopio, fu visualizzato un corpo umano ben conservato.
All'apertura, il corpo di Pandolfo III recava evidenti segni di manomissione. Il furto degli abiti e del corredo funerario avvenne ab antiquo: la casacca ed i guanti sono quello che resta dell'elegante abito in stile quattrocentesco con cui fu sepolto.
Inserito il 04 gennaio 2010 Letto 1184 volte
Giornata di studio "Sepolture anomale. Indagini archeologiche e antropologiche dall'epoca classica al Medioevo" Al museo civico archeologico di Castelfranco Emilia (Mo) si aprirà il 20 dicembre una mostra dal titolo "SEPOLTURE ANOMALE - Indagini archeologiche e antropologiche dall'epoca classica al Medioevo in Emilia-Romagna".
L'inaugurazione della mostra è preceduta da una giornata di studio, promossa dal Museo Civico Archeologico di Castelfranco Emilia in collaborazione con la Soprintendenza per i Beni Archeologici dell’Emilia-Romagna e le Università di Bologna, Ferrara, Venezia, Pisa e Bordeaux, allo scopo di introdurre ed approfondire i temi trattati nell'omonima esposizione. La pubblicazione degli Atti della giornata di studio è prevista per l'Aprile 2010.
Inserito il 05 dicembre 2009 Letto 628 volte
Francesco e Bianca: non fu arsenico: ecco le prove Straordinari risultati di una ricerca sui resti del granduca di Toscana: la presenza di Plasmodium falciparum (l'agente della malaria perniciosa) conferma le fonti secondo cui Francesco de' Medici morì di febbre malarica e manda in soffitta la lunga storia dell'avvelenamento.
Inserito il 01 novembre 2009 Letto 1472 volte
L'Università a Benabbio Il paese di Benabbio, in comune di Bagni di Lucca, ospiterà gli studenti del Master di primo livello in Bioarcheologia, Paleopatologia e Antropologia Forense. Si tratta di un corso residenziale della durata di un anno, sorto grazie ad un accordo fra le università di Pisa, Bologna e Milano.
Inserito il 05 luglio 2009 Letto 371 volte
I segreti del duca Francesco Maria I Sorprese dall'analisi del corpo restituito alla città. Le indagini del professor Fornaciari, ordinario di Storia della medicina all'Università di Pisa, sono riuscite a 'far resuscitare' un personaggio della storia ducale di grande valore
FRANCESCO I. DISCUTIBILE MORTE DI UN GRANDUCA. ULTIME INDAGINI. Sabato 13 ottobre 2007, nel Salone de’ Cinquecento in Palazzo Vecchio a Firenze, si è tenuto l’incontro, promosso dalla rivista Archeologia Viva, dal titolo “Francesco I de’ Medici. Discutibile morte di un granduca. Ultime indagini.”
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Processi di tanatometamorfosi: pratiche di scolatura dei corpi e mummificazione nel Regno delle Due Sicilie Questo articolo ha come proprio oggetto di studio alcune particolari pratiche funerarie diffuse nell’Italia del sud tra XVIII e XIX secolo che riservavano un’attenzione speciale al trattamento prolungato dei corpi, procrastinando l’avvento della sepoltura definitiva. Articolo inserito il 10 aprile 2010 e letto 1917 volte.
Pidocchi sulla testa del Re! Un caso di pediculosi è stato riscontrato nella mummia di un sovrano italiano del XV secolo, a dimostrazione che anche le classi sociali più elevate erano soggette a questi tipi di infestazioni. La basilica di San Domenico Maggiore a Napoli custodisce trentotto sarcofagi lignei contenenti i corpi di dieci principi aragonesi e di altri nobili napoletani deceduti nel XV e XVI secolo. Articolo inserito il 05 aprile 2010 e letto 212 volte.
STUDENTS’ PARTICIPATION IN AN ARCHAEOANTHROPOLOGY COURSE USING A CONTENT AND LANGUAGE INTEGRATED LEARNING (CLIL) METHODOLOGY This paper has a dual purpose: on the one hand, it makes the first results of the excavations available to the widest possible audience; on the other hand, it describes the application of a CLIL methodology which uses a foreign language to study a specific discipline. In this case, English is used as supporting language to carry out a number of tasks on the archaeological site, within an environment of interaction where the peers, the archaeologist, the content and language teachers are working in collaboration. Articolo inserito il 23 marzo 2010 e letto 247 volte.