Perché Cesare era epilettico?

di Fabrizio Bruschi

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di Fabrizio Bruschi
Dipartimento di Patologia Sperimentale, B.M.I.E. e Gruppo di Paleoparassitologia, Università di Pisa

Statua di Giulio Cesare realizzata da Nicolas Coustou, Parigi, palazzo delle Tuileries (1696).

Che il dittatore e generale romano Gaio Giulio Cesare (100-44 a.C.) soffrisse di crisi epilettiche era ben noto, lo scrittore greco Plutarco (75 d.C.) riferisce infatti che era sofferente di mal di testa e soggetto ad epilessia mentre il romano Svetonio (119 d.C.) racconta che godeva di eccellente salute, ad eccezione del fatto che verso la fine della sua vita fu soggetto a improvvisi svenimenti, ed aveva disturbi del sonno. Quindi, stando a quest’ultimo autore, la malattia di Cesare compare tardivamente il che fa supporre che sia acquisita e non ereditaria, nonostante il fatto che esistesse una familiarità per le crisi epilettiche: suo figlio Cesarione, avuto da Cleopatra, ne soffriva già nell’infanzia come altri discendenti più lontani quali Caligola e Britannico.

Inoltre le crisi sono descritte come parziali all’esordio e non generalizzate, come ci sarebbe da aspettarsi più tipicamente in un caso di epilessia su base ereditaria.
Se l’epilessia di Cesare è acquisita, quali potrebbero essere le possibili cause? La leggenda vuole che Cesare fosse nato con parto cesareo, ma in questo caso le eventuali conseguenze dovute al prolungarsi del travaglio avrebbero determinato un’insorgenza più precoce delle manifestazioni neurologiche.
Tra le ipotesi più accreditate nel passato ci sono state quelle di infezioni croniche come la neurosifilide, data l’elevata promiscuità sessuale del generale romano, la tubercolosi cerebrale, il tifo, la malaria, dal momento che il generale era un frequente viaggiatore in zone geografiche a rischio.
Ma c’è chi ha ipotizzato, data l’età di insorgenza, anche un tumore benigno come un meningioma o un glioma. Di altre cause di epilessia acquisita come ictus o traumi non ci sono cenni nella vita di Cesare. Comunque sia, le manifestazioni epilettiche non si accompagnavano ad un deterioramento delle funzioni cognitive del Generale che ha potuto svolgere adeguatamente le sue funzioni di senatore fino al momento dell’assassinio nel 44 a.C.

Due sono gli episodi riportati con certezza nella vita del dittatore, il primo nel 46 a.C. a Tapso, nella moderna Tunisia, un anno dopo il suo primo viaggio in Egitto, il secondo riferito da Plutarco, verificatosi a Cordova, in Spagna, l’anno successivo o al massimo tre anni prima (Plutarco potrebbe avere invertito le due visite che il dittatore ha effettuato in Spagna in quegli anni), comunque oltre i cinquant’anni di età. Infine, dopo il suo ritorno a Roma dall’Egitto sono descritti due altri episodi di crisi parziali, nel Foro romano, che hanno suscitato l’interesse di autori teatrali, a partire da Shakespeare, cinematografici e televisivi.
Una volta appurata l’insorgenza tardiva delle manifestazioni epilettiche, il neurologo Canadese McLachlan (1) ha preso in considerazione le varie possibili cause di epilessia acquisita ed infine, per esclusione è stata formulata una nuova ipotesi eziologica senz’altro suggestiva rappresentata dalla neurocisticercosi, una malattia che al di fuori delle crisi epilettiche può decorrere asintomatica per anni. E’ dovuta alla localizzazione cerebrale dello stadio larvale (cisticerco) di Taenia solium, un cestode dell’uomo, il cui ospite intermedio è rappresentato dal suino.

Questa ipotesi nasce anche in considerazione del fatto che poco prima di queste ben documentate crisi epilettiche Cesare si era recato in Egitto, un’area dove il parassita circolava sicuramente a quel tempo, come dimostrato dal più antico caso di cisticercosi da noi descritto in una mummia egiziana del I secolo a.C., la cosiddetta Mummia di Narni (2). Il parassita comunque era ben noto anche in Europa meridionale come si evince dal fatto che Aristotele nella “Storia degli animali” ne descrive l’infezione nei suini. Il legame tra le manifestazioni neurologiche e la neurocisticercosi è molto stretto, basti pensare che al giorno d’oggi questa malattia rappresenta a livello globale la prima causa di epilessia acquisita.

Statua di Vincenzo Camuccini, Morte di Cesare, 1798, Roma, Galleria Nazionale di Arte Moderna.

 


Note bibliografiche
1) McLachlan RS. Julius Caesar’s Late Onset Epilepsy: A Case of Historic Proportions. Can. J. Neurol. Sci. 2010; 37: 557-561.
2) Bruschi F, Masetti M, Locci MT, et al. Short report: cysticercosis in an Egyptian mummy of the late Ptolemaic period. Am. J. Trop. Med. Hyg. 2006;74:598-9.

 


Articolo inserito il 12 febbraio 2011 e letto 26151 volte

 
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