LA TESI DI LAUREA DI DORIANA BOSCHELLI SVELA NUOVI PARTICOLARI SULLE CIVILTÀ DEL PASSATO

di Redazione

Paleopatologia

Articoli
> Paleopatologia

Versione stampabile  Dimensione testo: Piccolo | Medio | Grande

Le patologie
ci raccontano chi siamo

di Sara Rossi

Articolo pubblicato sul sito dell'Università di Pisa

La dottoressa Doriana Boschelli, laureata all’Università di Pisa, è la vincitrice del Premio “Luigi Brian” 2007. La sua tesi dal titolo “Ad ecclesiam sancti Genesii: antropologia degli inumati della Pieve di S.Genesio (S.Miniato)” è risultata essere la migliore dissertazione nel campo dell’antropologia fisica ed è stata premiata dall’Accademia Ligure di Scienze e Lettere con il riconoscimento intitolato alla memoria dell’insigne antropologo Luigi Brian.
Il lavoro della dottoressa Boschelli è stato accuratamente seguito dal professor Gino Fornaciari, professore ordinario presso il dipartimento di Oncologia, dei Trapianti e delle Nuove tecnologie in medicina che, grazie alla propria esperienza scientifica, sta coordinando una serie di attività di ricerca presso il Laboratorio di Paleopatologia della Certosa di Calci. “La paleopatologia è una specializzazione della medicina e ha per oggetto lo studio diretto delle malattie del passato - spiega il professor Fornaciari - Essa utilizza l’osservazione macroscopica dei reperti scheletrici e gli esami radiologici, istologici e molecolari – continua il professore – ed è perciò una scienza che si pone ai confini con l’antropologia fisica, la patologia e l’archeologia”. Tuttavia, la stretta collaborazione tra paleopatologo ed archeologo è indispensabile poiché il 99% dei reperti studiati è costituito da materiale scheletrico, ma una minima parte è pur sempre rappresentata da resti mummificati.
E la paleopatologia è la disciplina che sta alla base della tesi della dottoressa Boschelli: “Dopo una prima fase di pulitura e restauro dei resti rinvenuti, sono state avviate le analisi morfologiche e antropometriche che hanno consentito di individuare il sesso e l’età della morte degli inumati, elementi fondamentali per determinare la struttura demografica della popolazione presa in esame”, spiega Boschelli. Soltanto successivamente sono state effettuate analisi paleopatologiche che hanno portato alla luce diverse patologie: malattie articolari, traumatiche, infettive, anemie, malformazioni, tumori e affezioni dento-alveolari. In particolare, gli inumati sono stati suddivisi in tre gruppi, a seconda del periodo storico di appartenenza: ecco che il primo gruppo è formato da inumati del V-VI secolo; il secondo da inumati del VIII-X secolo ed il terzo gruppo da inumati del XI-XII secolo. “L’insieme delle malattie di una determinata popolazione appartenente ad un preciso periodo storico è funzionale per comprendere lo stile di vita della popolazione medesima”, commenta il professor Fornaciari; la dottoressa Boschelli cita, ad esempio, “le patologie del gruppo di inumati appartenenti al V-VI secolo, le quali dimostrano come questa popolazione avesse uno stile di vita tale da esporla al frequente rischio di eventi traumatici”.
Ora la dottoressa Doriana Boschelli è impegnata in un intervento di emergenza in una zona cimiteriale della città di Verona; è stata chiamata in qualità di antropologo sul campo. “L’esperienza della tesi è stata un ottimo trampolino di lancio: si è trattato di una vera e propria avventura sperimentale, in cui il lavoro sul campo si è alternato a quello in laboratorio. Pertanto ho avuto la possibilità di misurarmi, innanzitutto col lavoro di squadra e successivamente con il gruppo di studio sui risultati ottenuti. Così ho capitalizzato questo lavoro anche dal punto di vista metodologico e sto iniziando a riscuoterne i frutti”, conferma Boschelli. Una tesi di laurea, dunque, che è un’autentica attività di ricerca e che conduce alla scoperta delle antiche civiltà locali.


Sara Rossi


Articolo inserito il 20 dicembre 2007 e letto 3723 volte

 
  LA LEBBRA DI ENRICO VII (1211-1242), FIGLIO DI...
MEDICINA GRECO-ROMANA E PALEOPATOLOGIA...