PRESENTAZIONE DELLA PALEOPARASSITOLOGIA

di Redazione

Paleoparassitologia

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L’incontro delle competenze paleopatologiche del Prof. Gino Fornaciari1, parassitologiche del Prof. Fabrizio Bruschi2 ed entomologiche del Prof. Massimo Masetti3 ha portato alla costituzione del GRUPPO DI PALEOPARASSITOLOGIA che opera nella nostra Università sotto forma di collaborazione saltuaria da diversi anni. Lo studio dei parassiti antichi può fornire informazioni non solo sulla prevalenza delle malattie parassitarie in epoche passate, ma talora anche su abitudini alimentari che possono esporre a determinate infezioni. In particolare, sono state oggetto di studio diverse mummie, tra cui quella ben nota risalente al’età Tolemaica, conservata a Narni, una mummia del Rinascimento italiano appartenente agli Aragonesi, conservata nella Basilica di San Domenico Maggiore a Napoli, la mummia del cardinale Giulio della Rovere conservata a Urbino, la mummia di Can Grande della Scala, la mummia neolitica, ritrovata nell’altopiano dell’Acacus (Libia) risalente a 6000 anni fa, una mummia di età precolombiana, ritrovata nella città di Cuzco (Peru’) ed altre che sono ancora in corso di analisi. I risultati di questi studi sono stati presentati in diverse sedi congressuali, nazionali ed internazionali: XV Congresso degli Antropologi Italiani, Chieti 2003 VI World Congress on Mummy Studies, Torino 2004 XXIII Congresso della Società Italiana di Parassitologia, Vietri, 2004 IX European Multicolloqium of Parasitology, Valencia, Spagna, 2004 LXVI Congresso dellUnione Zoologica Italiana, Roma 2005 XXIV Congresso della Società Italiana di Parassitologia, Messina, 2006 VI World Congress on Mummy Studies, Lanzarote, Spagna, 2007 Di particolare rilievo scientifico, con un’eco anche sui media, è stata la descrizione del piu’ antico caso di cisticercosi, proprio nella citata mummia di Narni, che ha aperto nuove vie di interpretazione sulle abitudini alimentari (consumo di carne di maiale, con cui si trasmette la malattia causata da Taenia solium) nella civiltà egizia. Questa osservazione è stata pubblicata sulla prestigiosa rivista American Journal of Tropical Medicine and Hygiene.


Articolo inserito il 26 dicembre 2007 e letto 3216 volte

 
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