Badia Pozzeveri (Altopascio) :: Rassegna Stampa

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Attività sul campo
Badia Pozzeveri (Altopascio)

INDICE DEI CONTENUTI:

- Presentazione del progetto

- Risultati 2014

- Rassegna Stampa

- Risultati della Campagna 2016 e Prime Sintesi

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"Attività sul campo"

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UNIPI.IT (03/08/2012)

Conclusa la seconda Campagna di scavi archeologici a Badia Pozzeveri(15 giugno-4 agosto 2012)

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Si sta concludendo in questi giorni a Badia Pozzeveri (Altopascio) la seconda campagna di scavi archeologici, i cui risultati preliminari sono stati resi noti giovedì mattina in una conferenza stampa tenuta dal direttore scientifico Prof. Gino Fornaciari e dalla Prof. Alessandra Guidi, prorettore all’internazionalizzazione dell’università di Pisa.
Dopo aver visto la partecipazione a giugno di quattordici studenti del Master di Primo Livello in Bioarcheologia, Paleopatologia e Antropologia Forense, organizzato dalle università di Pisa, Milano e Bologna, il sito dell’antica Abbazia di San Pietro di Pozzeveri è diventato una Field School archeologica organizzata dell’Università di Pisa e dalla Ohio State University (USA).
La Field School punta a creare un’esperienza formativa unica e innovativa, che investe sulla collaborazione internazionale tra le due prestigiose università. Infatti, recentemente è stato siglato un accordo della durata di 5 anni che prevede, oltre all’organizzazione annuale della scuola estiva ed allo studio bioarcheologico dei resti umani che stanno emergendo dagli scavi, lo scambio di ricercatori, dottorandi e studenti fra i due atenei.
Sono 26 gli studenti americani (laureandi, laureati e dottorandi) iscritti al secondo anno del campus, provenienti dagli Stati Uniti e dal Canada. Durante il loro soggiorno in Italia sono stati seguiti da una equipe di archeologi ed antropologi, italiani e stranieri, supervisionati dal professor Gino Fornaciari (Università di Pisa) e dal professor Clark Spencer Larsen (Ohio State University).
Attraverso il lavoro sul campo e grazie all’allestimento di laboratori dedicati gli studenti sono stati introdotti  a diverse discipline archeoantropologiche, quali la bioarcheologia, l’archeologia stratigrafica e la paleopatologia. Una collaborazione col Dipartimento di Scienze della Terra (dott. Adriano Ribolini, dott.ssa Monica Bini) ha permesso di affrontare la lettura, con metodi non invasivi (georadar), del deposito archeologico.
Si tratta di un esperimento unico nel suo genere sotto molti punti di vista, in quanto gli strumenti tradizionali dell’archeologia italiana, dalle schede di unità stratigrafica, alle schede di unità scheletrica, sono stati modificati traducendo in lingua inglese i termini in uso nel nostro paese.
All’attività sul campo, distribuita in quattro aree di scavo di circa 70 m2 ciascuna, sono stati affiancati tre laboratori distinti a cui hanno preso parte tutti gli studenti: un laboratorio antropologico, comprendente lavaggio, restauro e studio antropologico dei resti scheletrici umani; un laboratorio informatico e di rilievo che ha previsto l’uso di stazione totale, fotoraddrizzamento e l’implementazione del Gis di scavo con i dati emersi dall’indagine; un laboratorio sulla cultura materiale, comprendente restauro, quantificazione e analisi dei reperti ceramici e metallici.
Lo scavo vero e proprio è stato affrontato in quattro grandi aree: l’area 1000 a contatto con l’abside medievale della chiesa abbaziale; l’area 2000 lungo il fianco sud; l’area 3000 a contatto con la facciata e la 4000, lievemente discosta dal complesso architettonico, a nord della chiesa.  
I risultati sono stati notevoli sotto tutti i punti di vista. Le aree 1000, 2000 e 3000 hanno portato alla scoperta di svariate fasi sepolcrali comprese tra l’XI e il XIX secolo.
Le tombe più antiche sono emerse nell’area a contatto con l’abside e con il transetto nord. Si tratta di inumazioni singole  in piena terra contenenti, oltre ai resti del defunto, alcuni ciottoli di arenaria a delimitazione delle fosse (fosse complesse), databili verosimilmente in epoca anteriore a quella dell’edificio romanico.
Lungo il fianco nord sono state scavate oltre quaranta inumazioni appartenenti alla fase cimiteriale più recente, datata tra la seconda metà del XVIII e la prima metà del XIX secolo, con numerosi elementi di corredo quali rosari, medaglie devozionali ed elementi di vestiario (fibbie e bottoni). Nella porzione est dell’area, vicino al campanile, è stato individuato il cimitero destinato ai bambini, noto in Toscana come “paradisino”, che ha restituito diverse inumazioni infantili ben conservate di fine ‘700. Al di sotto della tombe infantili stanno emergendo dei tagli allungati, riempiti da abbondanti strati di calce, che preannunciano la presenza di sepolture “da catastrofe” dovute ad episodi di morte collettiva.
L’area di fronte alla facciata ha permesso di portare alla luce un tratto della chiesa medievale che, rispetto all’attuale, aveva uno sviluppo in lunghezza di altri 10 metri. A ridosso dell’antico muro perimetrale, le cui fondazioni mostrano una larghezza di ben 1,2 metri, è stata individuata e scavata una tomba a cassa litica che conteneva almeno 10 individui. Si tratta di una tomba di famiglia risalente al XII-XIII secolo, probabilmente destinato ad i membri di una famiglia di ricchi laici, benemeriti nei confronti dell’abbazia di San Pietro, che avevano deciso di edificare qui il proprio sepolcro. Oltre a fasi cimiteriali di XVI e XVII secolo, l’area ha prodotto una scoperta rara e inaspettata: una fossa per la gettata delle campane risalente alla fine del XVIII secolo, in cui sono ancora ben visibili le impronte degli stampi per la fusione del bronzo. 
Infine, l’area 4000 ha permesso di individuare i resti di un loggiato del XIII secolo che si impostava a ridosso del chiostro dell’abbazia e che è stato abbandonato nella seconda metà del XV secolo. Tra i numerosi reperti recuperati, in cui abbondano le ceramiche del XIV-XV secolo, anche una base di colonna in marmo di Santa Maria del Giudice che faceva probabilmente parte del colonnato del chiostro del monastero.
Attraverso la redazione di un diario giornaliero italiano/inglese sul sito www.paleopatologia.it è stato possibile promuovere la conoscenza archeologica del sito, ed informare giorno dopo giorno gli interessati delle scoperte effettuate.
Numerosi visitatori hanno poi potuto assistere direttamente agli scavi in corso, dal momento che è stato allestito in loco un percorso di visita attrezzato. L’abbazia di Pozzeveri si trova infatti sul tracciato principale della Via Francigena, l’arteria medievale che collegava il nord Europa a Roma, riscoperta negli ultimi anni da un numero sempre crescente di camminatori e pellegrini. Grazie agli scavi, i numerosi “pellegrini” del XXI secolo hanno potuto assistere alla messa in luce di alcune porzioni dell’antico cenobio, che tra giugno e luglio è tornato a costituire un’attrattiva per la comunità dei viandanti.
Il progetto è stato reso possibile dalla generosa assistenza del Comune di Altopascio che ha visto in prima linea il sindaco Maurizio Marchetti, l’assessore alla Cultura Paolo Fantozzi ed i membri dell’Ufficio Cultura e dell’Ufficio tecnico comunale. Il Comitato Badia Pozzeveri  ha sapientemente organizzato il vitto per le quasi 40 persone partecipanti agli scavi. Infine un ringraziamento particolare va alla Soprintendenza Archeologica per la Toscana, per avere promosso il progetto di scavo, ed alla Fondazione Cassa di Risparmio di Lucca, per aver sostenuto finanziariamente l’iniziativa.

La Repubblica (03/08/2012)

Altopascio, scoperto un cimitero del 1700 per bambini

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Gli studenti Indiana Jones scoprono il "paradisino", un cimitero del 1700 per bambini e una fossa per la gettata delle campane che risale alla fine del XVIII secolo. Sono questi i risultati della seconda campagna di scavi archeologici in fase di conclusione a Badia Pozzeveri, nel comune di Altopascio (Lucca), organizzata dall'Università di Pisa e dalla Ohio State University (Usa) sul sito dell'antica Abbazia di San Pietro di Pozzeveri.
Gli scavi, condotti da 26 ragazzi americani e canadesi (laureandi, laureati e dottorandi), sono stati seguiti da un'equipe di archeologi e antropologi, italiani e stranieri, supervisionati da Gino Fornaciari (Università di Pisa) e Clark Spencer Larsen (Ohio State University). Le tombe più antiche, risalenti all'XI secolo, sono tornate alla luce nell'area a contatto con l'abside e il transetto nord, mentre il cimitero dei bambini è stato individuato vicino al campanile. Al di sotto delle tombe infantili stanno emergendo dei tagli allungati, riempiti da abbondanti strati di calce, che preannunciano la presenza di sepolture 'da catastrofe' dovute a episodi di morte collettiva. Nell'area di fronte alla facciata è stata inoltre scavata una tomba di famiglia risalente al XII-XIII secolo.

Lo Schermo (05/08/2012)

Terminati gli scavi all'Abbazia di Badia Pozzeveri: trovate tombe e i resti di un loggiato del XIII secolo

Si concluderà sabato 4 agosto la seconda campagna di scavi archeologici che si è svolta nel sito dell'antica Abbazia di San Pietro a Badia Pozzeveri, frazione di Altopascio.
Per oltre un mese e mezzo, 40 studenti (14 italiani e 26 provenienti da Stati Uniti e Canada) – con la supervisione del professor Gino Fornaciari dell'Università di Pisa e del professor Clark Spencer Larsen dell'Ohio State University – hanno effettuato scavi su quattro grandi aree per un totale di circa 280 metri quadrati.
Questa intensa attività sul campo ha portato alla scoperta di svariate fasi sepolcrali databili tra l'XI e il XIX secolo. Nell'area a contatto con l'abside medievale dell'abbazia, sono emerse le tombe più antiche; inumazioni singole, contenenti, oltre ai resti del defunto, alcuni ciottoli di arenaria a delimitazione delle fosse, risalenti addirittura ad un'epoca anteriore a quella dell'edificio romanico.
Inoltre, vicino al campanile, è stato individuato il cimitero destinato ai bambini e risalente al '700, noto in Toscana come “paradisino”.
Oltre ai sepolcri, le aree analizzate si sono rivelate ricche di scoperte interessanti e talvolta inaspettate, come ad esempio una fossa per la gettata delle campane con ancora le imponte degli stampi per la fusione del bronzo. Ed ancora, i resti di un loggiato del XIII secolo posto a ridosso dell'abbazia ed abbandonato nella seconda metà del XV secolo.
Un'attività che – come ha sottolineato il professor Gino Fornaciari – merita senz'altro di proseguire perché, proprio sotto i nostri piedi (ovvero intorno all'abbazia), giace una ricchezza ancora tutta da scoprire che potrebbe svelarci molto di più sul nostro passato.
Molti visitatori ed appassionati, hanno potuto assistere in diretta agli scavi in scorso, grazie all'allestimento in loco di un percorso di visita attrezzato. L'abbazia, com'è noto, sorge proprio lungo un importante tratto della Via Francigena, e molti sono i pellegrini che vi passano davanti quotidianamente quando da Lucca, si muovono in direzione di Altopascio.
Anche per questo – sottolinea il sindaco Maurizio Marchetti – siamo particolarmente soddisfatti dei risultati ottenuti. Un'area di tale rilevanza storico-artistica, aveva proprio bisogno di essere valorizzata ed arricchita da tali ricerche”.
Prezioso è stato l'impegno del Comune e del Comitato di Badia Pozzeveri per garantire vitto e alloggio alle circa 40 persone partecipanti così come il sostegno economico all'iniziativa, reso possibile grazie alla Fondazione Cassa di risparmio di Lucca.
Tutto il materiale recuperato, attraverso questo progetto che certamente si ripeterà in futuro, sarà musealizzato e diventerà un importante patrimonio storico-culturale per il Comune di Altopascio.

 

Stamptoscana (03/08/2012)

Scoperto ad Altopascio antico cimitero infantile del 1700

Al di sotto delle tombe infantili, alcune dell'XI secolo, segnali di probabili sepolture da catastrofe, ovvero dovute a episodi di morte collettiva. Gli scavi si stanno concludendo in questi giorni, ma è ancora possibile assistere dal vivo. Tutto è raccontato in un diario quotidiano sul sito web paleopatologia.it.

Un cimitero per bambini del 1700, noto in Toscana come paradisino, e una fossa per la gettata delle campane risalente alla fine del XVIII secolo, in cui sono ancora ben visibili le impronte degli stampi per la fusione del bronzom sono stati rinvenuti durante la seconda campagna di scavi archeologici  a Badia Pozzeveri, nel comune di Altopascio. Organizzati dall'Università di Pisa e dalla Ohio State University (Usa) sul sito dell'antica Abbazia di San Pietro di Pozzeveri, gli scavi - condotti da 26 studenti americani e canadesi, laureandi, laureati e dottorandi - sono stati seguiti da un'equipe di archeologi e antropologi, italiani e stranieri, supervisionati da Gino Fornaciari dell'Università di Pisa e  da Clark Spencer Larsen dell'Ohio State University e distribuiti su quattro diverse aree di circa 70 metri quadrati ciascuna.
Le tombe più antiche, risalenti all'XI secolo, sono emerse nell'area a contatto con l'abside e il transetto nord, mentre il cimitero dei bambini è stato individuato vicino al campanile e ha restituito diverse inumazioni infantili ben conservate di fine '700.
Al di sotto delle tombe infantili  stanno emergendo dei tagli allungati, riempiti da abbondanti strati di calce, che preannunciano la presenza di sepolture da catastrofe, ovvero dovute a episodi di morte collettiva.
Nell'area di fronte alla facciata è stata inoltre rinvenuta una tomba di famiglia risalente al XII-XIII secolo, probabilmente destinato ai membri di una famiglia di ricchi laici, benemeriti nei confronti dell'Abbazia di San Pietro.
Infine, l'area di scavo a nord della chiesa ha permesso di individuare i resti di un loggiato del XIII secolo che si impostava a ridosso del chiostro dell'abbazia e che è stato abbandonato nella seconda metà del XV secolo.
L'Abbazia di Pozzeveri si trova  sul tracciato principale della via Francigena, l'arteria medievale che collegava il nord Europa a Roma, riscoperta negli ultimi anni da un numero sempre crescente di camminatori e pellegrini.
Il progetto di scavo, reso possibile grazie alla collaborazione del Comune di Altopascio, è stato promosso dalla Soprintendenza Archeologica per la Toscana e sostenuto dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Lucca.
Tutto il lavoro svolto è stato raccontato attraverso la redazione di un diario giornaliero in  italiano ed inglese disponibile on line sul sito www.paleopatologia.it .
Numerosi visitatori hanno poi potuto assistere direttamente agli scavi in corso, dal momento che è stato allestito in loco un percorso di visita attrezzato.

La Gazzetta di Lucca (03/08/2012)

Alla luce scoperte interessanti per ridefinire e conoscere il profilo storico di Badia

Terminerà domani la campagna di scavi all’Abbazia di Badia Pozzeveri, che ha visto alternarsi sul sito archeologico i ragazzi del master in bio - archeologia dell’Università di Pisa e gli studenti americani dell’Ohio State University. Due tranche di lavori, dall’otto al 23 giugno e dall’otto luglio al quattro agosto, che hanno portato alla luce scoperte interessanti per ridefinire e conoscere il profilo storico di Badia e del suo monumento. “Quest’anno l’area di scavi è stata ampliata fino a raggiungere una superficie di 270 metri quadrati – spiega il professor Gino Fornaciari dell’università di Pisa -. Inoltre sono state avviate nuove aree di scavo, come quella di fronte all’abbazia, e approfondita quella sul lato sinistro”.
In particolare, la zona di fronte l’ingresso mostra ancora i basamenti dei muri della navata centrale, più lunga di una decina di metri dell’attuale. Mura imponenti che comprovano l’importanza che questo monumento, ormai diroccato, ha avuto nella storia. Inoltre, successivamente al crollo della parte più avanzata della navata centrale questa zona fu usata come cimitero: sono proprio lì state rinvenute tombe incassate nel terreno che raccoglievano i corpi di diversi individui, probabilmente una famiglia importante.
Sul lato sinistro della chiesa è stata ampliata e approfondita l’esplorazione della zona nella quale si sarebbe trovato il chiostro. “Pensiamo che in questa zone vi potesse essere il chiostro, anche basandoci su modelli di altre abbazie cistercensi del periodo del mille – afferma Fornaciari e continua -. La struttura doveva avere un alto livello architettonico come dimostra il ritrovamento di un capitello finemente decorato, probabilmente appartenente alle colonne del porticato”. Interessante anche ilo ritrovamento di una moneta: coniata dal Duca Malaspina di Massa all’inizio del ‘500, questo reperto probabilmente testimonia la data di abbandono della struttura.
“Il ritrovamento sicuramente più rilevante ha avuto luogo nella zona dietro l’abside. Qui è stata ritrovata una tomba risalente ad un periodo antecedente l’anno 1000, il medesimo della fondazione dell’abbazia” esclama Fornaciari. La scoperta avvia una lunga serie di interrogativi tutti da verificare, ma sicuramente costituisce un tassello importante per ricostruire la nascita di questo edificio e dell’istituzione che rappresentava: se fosse confermata la risalenza della tomba al periodo tardo antico, essa potrebbe costituire uno dei primi nuclei da cui tutto ha avuto inizio.
Per il resto è continuata l’esplorazione della zona alla destra dell’abbazia contenete le sepolture sette – ottocentesche, anche se in alcuni punti è già possibile intravedere quelle di età medievale. “In prospettiva sarà interessante analizzare le sepolture medievali: quelle per ora appena emerse, sono fosse comuni, databili prima del 1400 e caratterizzate dalla presenza di uno spesso strato di calce, elemento utilizzato all’epoca per la disinfezione dei corpi colpiti da epidemie infettive” afferma Fornaciari. La field school Badia Pozzeveri riprenderà il prossimo anno.
Il sindaco Marchetti afferma: “Credo che quello che sta avvenendo qui a Badia Pozzeveri è solo l’inizio di un processo, magari lento, che porterà ad una completa valorizzazione del sito”; piena soddisfazione espressa anche dal presidente del comitato paesano di Badia Pozzeveri Stefano Belluomini.

GoNews (03/08/2012)

Scoperto un cimitero infantile del 1700 all'antica Abbazia di San Pietro di Pozzeveri

Durante la seconda campagna di scavi archeologici, promossa dall'Università di Pisa e la Ohio State University torna alla luce anche una gettata delle campane del 18esimo secolo.

 Si sta concludendo in questi giorni a Badia Pozzeveri, nel comune di Altopascio la seconda campagna di scavi della Field School archeologica organizzata dall'Università di Pisa e dalla Ohio State University (USA) sul sito dell'antica Abbazia di San Pietro di Pozzeveri.
I risultati preliminari degli scavi sono stati resi noti in una conferenza stampa tenuta dal direttore scientifico Gino Fornaciari e da Alessandra Guidi, prorettore all'internazionalizzazione dell'Università di Pisa. Le fasi di scavo hanno portato alla luce svariate fasi sepolcrali comprese tra l'XI e il XIX secolo, tra cui un cimitero del '700 destinato ai bambini, noto in Toscana come "paradisino", e hanno portato a una scoperta rara e inaspettata: una fossa per la gettata delle campane risalente alla fine del XVIII secolo, in cui sono ancora ben visibili le impronte degli stampi per la fusione del bronzo.   Dopo gli scavi condotti a giugno da quattordici studenti del master di primo livello in Bioarcheologia, Paleopatologia e Antropologia Forense, organizzato dalle università di Pisa, Milano e Bologna, sono 26 gli studenti americani (laureandi, laureati e dottorandi) provenienti dagli Stati Uniti e dal Canada che hanno partecipato alla Field School di luglio.
Durante il loro soggiorno in Italia sono stati seguiti da un'equipe di archeologi e antropologi, italiani e stranieri, supervisionati dal professor Gino Fornaciari (Università di Pisa) e dal professor Clark Spencer Larsen (Ohio State University).   All'attività sul campo, distribuita in quattro aree di scavo di circa 70 mq ciascuna, sono stati affiancati tre laboratori distinti a cui hanno preso parte tutti gli studenti. Una collaborazione col dipartimento di Scienze della Terra (Adriano Ribolini e Monica Bini) ha permesso di affrontare la lettura, con metodi non invasivi (georadar), del deposito archeologico.   Le tombe più antiche sono emerse nell'area a contatto con l'abside e con il transetto nord. È stato nella porzione est dell'area, vicino al campanile, che è stato individuato il cimitero destinato ai bambini, che ha restituito diverse inumazioni infantili ben conservate di fine '700. Al di sotto delle tombe infantili stanno emergendo dei tagli allungati, riempiti da abbondanti strati di calce, che preannunciano la presenza di sepolture "da catastrofe" dovute ad episodi di morte collettiva. Nell'area di fronte alla facciata è stata inoltre scavata una tomba di famiglia risalente al XII-XIII secolo, probabilmente destinato a i membri di una famiglia di ricchi laici, benemeriti nei confronti dell'Abbazia di San Pietro.   Infine, l'area di scavo a nord della chiesa ha permesso di individuare i resti di un loggiato del XIII secolo che si impostava a ridosso del chiostro dell'abbazia e che è stato abbandonato nella seconda metà del XV secolo.
Attraverso la redazione di un diario giornaliero italiano/inglese sul sito www.paleopatologia.it è stato possibile promuovere la conoscenza archeologica del sito, e informare giorno dopo giorno gli interessati delle scoperte effettuate. Numerosi visitatori hanno poi potuto assistere direttamente agli scavi in corso, dal momento che è stato allestito in loco un percorso di visita attrezzato.   L'abbazia di Pozzeveri si trova infatti sul tracciato principale della via Francigena, l'arteria medievale che collegava il nord Europa a Roma, riscoperta negli ultimi anni da un numero sempre crescente di camminatori e pellegrini. Il progetto di scavo, reso possibile grazie alla collaborazione del Comune di Altopascio, è stato promosso dalla Soprintendenza Archeologica per la Toscana e sostenuto dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Lucca.  

PisaInforma (04/08/2012)

Gli studenti-archeologi riportano alla luce i resti del passato


PoliomIelite, artrosi, artrite e un'elevata incidenza di patologie dentarie tra quelle scoperte dall'ateneo pisano nella prima fase di studi

Poliomielite, artrosi, artrite e un'elevata incidenza di patologie dentarie. Sono le malattie riscontrate su alcuni dei primi scheletri riportati alla luce nell'ambito della campagna di scavi sul sito dell'antica Abbazia di San Pietro di Pozzeveri ad Altopascio (Lucca) e condotta dall'istituto di Paleopatologia dell'Università di Pisa. L'indagine ha portato anche alla scoperta di tre diverse fasi cimiteriali, da quella del XVIII-XIX secolo, relativa al cimitero parrocchiale della tarda età moderna della comunità di Badia Pozzeveri, a quella postmedievale di XVI-XVII secolo, fino alle fasi funerarie basso medievali (XIII-XIV secolo).

Il lavoro degli archeologi ha portato alla luce circa quaranta individui completi e articolati, e molti non in connessione. Le prime inumazioni che sono state studiate, comprendenti individui deposti molto sbrigativamente, tra cui un cadavere sepolto con la faccia rivolta verso il suolo, spiega una nota dell'ateneo, "potrebbero essere identificate, sulla base anche di riscontri documentari delle fonti scritte, con la fase cimiteriale del colera del 1855, le fasi immediatamente anteriori mostrano invece un ordine maggiore nella disposizione degli inumati, allineati su file parallele". La campagna, alla quale ha partecipato anche il dipartimento di Antropologia dell'Ohio State University, ha come obiettivo l'indagine archeologica estensiva dell'antica abbazia e in particolare lo studio e l'analisi dei resti umani sepolti nelle aree cimiteriali del monastero. Il campione bioarcheologico recuperato permetterà di ricostruire malattie, stile di vita e caratteristiche bioarcheologiche della popolazione locale dal medioevo fino al XIX secolo.

 
RASSEGNA STAMPA ONLINE 2011

La Repubblica (05/04/2011)

Migliaia di fiorentini sepolti vicino a una badia ad Altopascio


Sono i cadaveri dei soldati dell'esercito guelfo sconfitto nel 1325 nella battaglia. I resti vicino alla badia di Pozzeveri sulla via Francigena che finalmente verrà fatta oggetto di uno studio archeologico

Archeologi italiani dell'Università di Pisa e antropologi americani dell'Ohio State University lavoreranno insieme, la prossima estate, per svelare i segreti di una antica abbazia medievale di Pozzeveri sulla via Francigena, vicino Altopascio (Lu). Il manufatto, dopo secoli di abbandono, sarà oggetto anche di un importante progetto di recupero.

Le immagini dell'abbazia dal sito Repubblica.it

L'iniziativa è stata presentata al convegno di studi 'Tra Altopascio e Badia Pozzeveri' che si è svolto ad Altopascio (Lucca). Attualmente l'edificio, che nel corso dei secoli ha subito numerose modifiche e rimaneggiamenti dell'impianto romanico originario, versa in un cattivo stato di conservazione ed è bisognoso di restauri. Il Comune dopo un lungo iter, ha ottenuto il "diritto di superficie" per l'utilizzo della struttura dalla Curia Vescovile di Lucca e quindi la possibilità di avviare un progetto per il recupero e restauro di tutto il complesso.
"Vogliamo creare un centro di documentazione sulla Via Francigena e uno spazio espositivo mentre in futuro pensiamo anche all'ospitalità per i pellegrini", ha spiegato l'assessore alla cultura Nicola Fantozzi. La campagna di scavi archeologici prevista prenderà il via il prossimo luglio per sei settimane intorno alla Badia di Pozzeveri e sarà condotta  dalla Divisione di Paleopatologia dell'Università di Pisa diretta dal prof. Gino Fornaciari e dal Dipartimento di Antropologia della Ohio State University. 
Per gli archeologi la Badia di Pozzeveri è un sito di enorme interesse sia dal punto di vista storico e archeologico ma anche per aspetti sociali e culturali. Gli obiettivi sono quelli di riportare alla luce le altre parti del monastero rimaste sepolte come il chiostro, parti delle mura e le fondamenta di un'altra chiesa. Inoltre, gli studiosi sono convinti che nell'area intorno alla chiesa siano presenti le fossi comuni dei soldati fiorentini caduti nella battaglia di Altopascio del 1325. "Abbiamo notizie certe che proprio in quest'area sorgeva il quartiere generale dell'esercito guelfo - spiega il prof. Fornaciari - è quindi è plausibile che siano presenti tracce di quegli eventi come appunto le sepolture".

La Nazione (06/04/2011)

Archeologia: recupero dell'abbazia medievale di Pozzeveri 

Lucca, 2 aprile 2011 - I segreti dell'antica abbazia medievale di Pozzeveri, sulla via Francigena, vicino Altopascio (Lu), saranno svelati la prossima estate dagli archeologi italiani dell'Università di Pisa e dagli antropologi americani dell'Ohio State University chelavoreranno insieme.Il manufatto, dopo secoli di abbandono, sarà oggetto anche di un importante progetto di recupero.
L'iniziativa è stata presentata oggi al convegno di studi 'Tra Altopascio e Badia Pozzeveri' che si è svolto ad Altopascio. Attualmente l'edificio, che nel corso dei secoli ha subito numerose modifiche e rimaneggiamenti dell'impianto romanico originario, versa in un cattivo stato di conservazione ed e' bisognoso di restauri. Il Comune dopo un lungo iter, ha ottenuto il ''diritto di superficie'' per l'utilizzo della struttura dalla Curia Vescovile di Lucca e quindi la possibilita' di avviare un progetto per il recupero e restauro di tutto il complesso.
''Vogliamo creare un centro di documentazione sulla Via Francigena e uno spazio espositivo mentre in futuro pensiamo anche all'ospitalità per i pellegrini'', ha spiegato l'assessore alla cultura Nicola Fantozzi. La campagna di scavi archeologici prevista prenderà il via il prossimo luglio per sei settimane intorno alla Badia di Pozzeveri e sara' condotta dalla Divisione di Paleopatologia dell'Università di Pisa diretta dal prof. Gino Fornaciari e dal Dipartimento di Antropologia della Ohio State University.
Per gli archeologi la Badia di Pozzeveri è un sito di enorme interesse sia dal punto di vista storico e archeologico ma anche per aspetti sociali e culturali. Gli obiettivi sono quelli di riportare alla luce le altre parti del monastero rimaste sepolte come il chiostro, parti delle mura e le fondamenta di un'altra chiesa. Inoltre, gli studiosi sono convinti che nell'area intorno alla chiesa siano presenti le fossi comuni dei soldati fiorentini caduti nella battaglia di Altopascio del 1325.
''Abbiamo notizie certe che proprio in quest'area sorgeva il quartiere generale dell'esercito guelfo - spiega il prof.Fornaciari - è quindi è plausibile che siano presenti tracce di quegli eventi come appunto le sepolture. Le ossa sono un archivio biologico di enorme importanza per ricostruire lo stile di vita di quell'epoca, lo stato di salute degli individui e tanti altri aspetti di vita quotidiana''.

Corriere di Lucca (11/07/2011)

Badia Pozzeveri, partiti gli scavi archeologici all'abbazia

Partiti gli scavi archeologici all’abbazia di Badia Pozzeveri, nell’omonima frazione del comune altopascese. I lavori sono condotti sotto la supervisone del professor Gino Fornaciari, direttore scientifico, e di Giulio Ciampoltrini, direttore responsabile, gli archeologici che vi partecipano partecipano del master in “Bio-archeologia, paleo-patologia e antropologia forense” attivato dalle università di Pisa, Bologna e Milano.

Gli scavi interessano la zona a lato della navata centrale, tra l’abbazia e il cimitero odierno, lì infatti si presenta un luogo interessante per le escavazioni come spiega Francesco Coschino, responsabile documentazione ed informatica: “In questo punto sorgeva il vecchio cimitero, infatti quello odierno risale alla metà del 1800. Abbiamo trovato resti di ceramiche della Valdarno, tipiche di questa zona, e medagliette votive, tutto questo ci fa pensare che siano sepolture moderne, quindi non siamo ancora arrivati allo strato medievale”.

Perché il progetto è ambizioso, trovare testimonianze soprattutto la fossa comune contenente i morti della famosa battaglia di Altopascio, combattuta e vinta da Castruccio Castracani contro i fiorentini, proprio nelle zone limitrofe all’abbazia. Un’abbazia che se ora diroccata, un tempo aveva molta importanza come dice Francesco Coschino : “L’abbazia fino al ‘500 svolgeva un ruolo importante nella piana, i monaci camaldolesi di badia pozze veri avevano possedimenti che si estendevano fino alla città di Lucca, ma proprio nel ‘500 iniziò la rovina, tantoché i camaldolesi si spostarono a Lucca ed all’abbazia di Badia rimase solo il curato. La chiesa rispetto a quella di oggi era molto più grande, si pensa che la navata centrale fosse più lunga di dieci metri, e la pianta fosse a croce latina, con un transetto oggi non più esistente”. Intanto i circa quindici archeologici hanno già compiuto alcuni ritrovamenti che saranno inviati in laboratorio per ulteriori analisi, tra le scoperte le ossa di un bambino con lo scheletro, nella parte superiore, ancora in connessione, cioè con le ossa ancora attaccate fra loro. Gli scavi termineranno il sedici luglio e dal ventiquattro, oltre ai già presenti, si aggiungeranno altrettanti professionisti da tutto il mondo, in particolare dall’America. Gli archeologici sono sistemati nella scuola elementare di Badia Pozzeveri e Francesco Coschino aggiunge: “E’ una bella sistemazione, lì abbiamo anche bagni e docce, considerando che il sito archeologico è piuttosto spartano, è una bella fortuna”. Da segnalare accanto a questi archeologici i volontari del “Gav” Gruppo archeologico vecchianese, qui a badia per dare una mano ai colleghi.

Lo Schermo (15/07/2011)

Gli scavi all'Abbazia di Badia Pozzeveri : tra i resti e le sorprese del passato

ALTOPASCIO (Lucca), 15 luglio – Finisce domani la prima sessione della campagna dello scavo archeologico all’Abbazia di San Pietro di Badia Pozzeveri che quest’estate è tornata a rivivere grazie ad un team di studiosi internazionale che ha portato alla luce resti di grande importanza storica.

Gli scavi riguardano la zona vicina al cimitero odierno sul lato sinistro dell’abbazia (vista frontale) dove sono state scoperte le tracce di un cimitero risalente alla metà del diciannovesimo secolo. Scavando ancora e togliendo altri strati di terra sarà probabile la scoperta di reperti risalenti a periodi storici più lontani.  

Le testimonianze più preziose e interessanti potrebbero essere quelle dei resti dei morti della battaglia di Altopascio combattuta nelle zone intorno all’abbazia. Le dimensioni attuali dell’edificio non corrispondono a quelle del passato: il complesso sarebbe stato molto più grande ma un progressivo abbandono avrebbe notevolmente ridotto gli spazi.

L’importanza dello scavo delle sepolture è data dal fatto che sarà possibile ricomporre un quadro esaustivo dell’interessante ritualità funeraria medievale, oltre al fatto di poter conoscere qualcosa di più anche sulle malattie che colpirono in passato l’area degli scavi

L’intervento è stato presentato questa mattina alle ore 11 all’interno dell’edificio dal sindaco Maurizio Marchetti, dall'assessore alla cultura Nicola Fantozzi e dal comitato scientifico con Gino Fornaciari (Università di Pisa) e Antonio Todero (Università di Bologna), i quali hanno presentato l’intervento archeologico che prevede il lavoro di ben quattro Università: oltre a quelle di Pisa e Bologna, anche quella di Milano e dell’ Ohio (Ohio State University).

Fino al 16 luglio sul campo resteranno gli studenti e i docenti dall’Università di Pisa, divisione di Paleopatologia e del Master in Bioarcheologia e antropologia forense per far spazio poi a quelli dell’università statunitense.

“E’ un momento importante questo - ha dichiarato Marchetti - poiché termina la prima fase di scavi e dal 24 luglio ne comincerà una seconda. Da parte dell’amministrazione comunale c’è la massima soddisfazione perché abbiamo constatato il forte interessamento e coinvolgimento dei cittadini di Badia Pozzeveri a questo luogo. È un sito archeologico aperto, visitabile e arrivano quindi molte persone curiose ad informarsi e a vedere”.

Da segnalare un piccolo giallo che si è presentato agli occhi degli archeologi: uno degli scheletri di un defunto tumulato nel cimitero post-medievale non ha una posizione consueta. Si tratta di una sepoltura prona databile intorno al 1850 in cui il defunto è rivolto con il volto verso il basso. Le possibili risposte a questa singolare scoperta potrebbero essere o un errore umano causato da un’eccessiva urgenza di sepoltura o un caso di morte da colera. Meno probabile ma non del tutto fantasiosa la possibilità che il defunto fosse un condannato a morte.

Il progetto archeologico è svolto in collaborazione con la Soprintendenza per i Beni Archeologici della Toscana, con il comune di Altopascio, col Comitato per Badia Pozzeveri e con la Fondazione Cassa di Risparmio di Lucca.

UNIPI.IT

Scavi e misteri nell’antica abbazia

25/07/2011

Nell’antico cimitero di Badia Pozzeveri si cercano i resti dei caduti nella battaglia di Altopascio

pozzeveri ScaviI primi resti sono venuti alla luce agli inizi di luglio, quando gli studenti dell'Università di Pisa hanno avviato la campagna di scavi presso la Badia Pozzeveri (Altopascio, Lucca) e rinvenuto le tracce di un cimitero risalente alla prima metà del XIX secolo. Antiche sepolture con preziose testimonianze del passato che, sottoposte a un'attenta campagna archeologica, potrebbero portare alla scoperta di reperti risalenti a periodi storici più lontani. "Il nostro obbiettivo è quello di esplorare i livelli di epoca medievale – dichiara Gino Fornaciari, direttore della divisione di Paleopatologia dell'Università di Pisa e responsabile della campagna archeologica. "Fra l'altro, è proprio intorno all'antica abbazia che nel 1325 lucchesi e fiorentini si affrontarono nella battaglia di Altopascio ed è probabile che nell'area intorno alla chiesa siano presenti le fosse comuni con i resti dei soldati caduti nello scontro. Inoltre, grazie a questo scavo sarà possibile tracciare non solo un quadro della ritualità funeraria medievale, ma anche conoscere qualcosa di più sulle antiche malattie e le epidemie che nel passato colpirono la zona".

Fino ad oggi sono stati rinvenuti i resti di 15 individui, tutti risalenti alla prima metà del XIX secolo. Tra questi uno scheletro che ha attirato subito Gino Fornaciaril'attenzione degli archeologi perchè tumulato in una posizione non consueta per l'Ottocento. Si tratta infatti di una sepoltura prona, con il defunto con il volto rivolto verso il basso: "Questo tipo di tumulazione era presente in tempi molto più antichi rispetto all'epoca del cimitero - precisa il professor Fornaciari. "Inoltre era una pratica con un forte valore simbolico: talora erano gli eretici e le streghe ad essere sepolti a faccia in giù, ma nell'Ottocento questa usanza era ormai lontana. La nostra ipotesi è che si tratti di una sepoltura affrettata, probabilmente dettata dall'urgenza di liberarsi di un corpo affetto da qualche malattia infettiva. È noto infatti che questa zona fu colpita duramente dall'epidemia di colera del 1855 e quindi potrebbe trattarsi una vittima di quella malattia". I resti riportati alla luce verranno studiati con le tecniche più moderne nei laboratori di paleopatologia dell'Università che si trovano alla Certosa di Calci e alla Scuola Medica di via Roma.

La prima fase degli scavi ha avuto come protagonisti gli studenti del Master in Bioarcheologia, Paleopatologia e Antropologia Forense organizzato dalle Università di Bologna, Milano e Pisa, mentre dal 25 luglio parteciperanno allo scavo 25 studenti e dottorandi provenienti dalla Ohio State University, partner della campagna archeologica insieme alla Università di Pisa. Sul sito http://www.paleopatologia.it/ sarà possibile seguire l'avanzamento degli scavi giorno per giorno e leggere notizie storiche e curiosità sull'intera campagna di scavi. Il progetto archeologico è svolto in collaborazione con la Soprintendenza per i Beni Archeologici della Toscana, con il Comune di Altopascio, col Comitato per Badia Pozzeveri e con la Fondazione Cassa di Risparmio di Lucca.


Giovani archeologi nell'abbazia medievale

29/08/2011

Si è conclusa ad Altopascio la Field School in archeologia con studenti italiani e americani

Scoperta_de_muro_medievale_del_chiostroSi è conclusa in questi giorni la Fieldschool in Medieval Archaeology and Bioarcheaology svoltasi sul sito dell'antica Abbazia di San Pietro di Pozzeveri, nel comune di Altopascio (LU).

L'importante progetto di studio varato dalla divisione di Paleopatologia dell'Università di Pisa, diretta dal professor Gino Fornaciari, e dal dipartimento di Antropologia dell'Ohio State University, con la supervisione del professor Clark Spencer Larsen, in accordo con la Soprintendenza per i Beni Archeologici della Toscana, ha come obbiettivo l'indagine archeologica estensiva dell'antica abbazia e in particolare lo studio e l'analisi dei resti umani sepolti nelle aree cimiteriali del monastero.

Alla prima campagna di scavo hanno preso parte 23 studenti provenienti, oltre che dall'università dell'Ohio, da diversi stati americani del nord e del sud, oltre che dal Canada, e 9 tra istruttori e supervisori italiani e americani, più 9 studenti del Master interuniversitario di primo livello in Bioarcheologia, Paleopatologia e Antropologia Forense organizzato dalle Università di Bologna, Pisa e Milano. Gli studenti sono stati ospitati dal comune di Altopascio, grazie ad un finanziamento della Fondazione Cassa di Risparmio di Lucca.

Le quattro aree di scavo aperte hanno permesso di portare alla luce almeno tre diverse fasi cimiteriali, da quella del XVIII-XIX secolo, relativa al cimitero parrocchiale della tarda età moderna della comunità di Badia Pozzeveri, a quella postmedievale di XVI-XVII secolo, fino alle fasi funerarie basso medievali (XIII-XIV secolo), per un totale di circa quaranta individui completi e articolati, e molti non in connessione.

Le prime inumazioni che sono state studiate, comprendenti individui deposti molto sbrigativamente, tra cui un cadavere sepolto addirittura prono, conInizio_scavo_del_cimitero_postmedievale2 la faccia rivolta verso il suolo, potrebbero essere identificate, sulla base anche di riscontri documentari delle fonti scritte, con la fase cimiteriale del colera del 1855. Le fasi immediatamente anteriori mostrano invece un ordine maggiore nella disposizione degli inumati, allineati su file parallele. Tra i reperti scheletrici sono stati identificati, già ad un primo esame, casi di poliomielite, artrosi, artrite e una elevata incidenza di patologie dentarie.
Sono state scoperte anche le tracce di diversi edifici d'età medievale facenti parte del complesso monastico. In particolare, a sud della chiesa attuale, nell'area dove sorgeva il chiostro dell'abbazia, è stato individuato un ambiente in muratura - forse affacciato sul chiostro stesso - di cui si è conservato interamente il crollo del tetto in lastre d'ardesia. Il crollo, avvenuto prima del XVI secolo, sigilla perfettamente i livelli di frequentazione medievale che saranno indagati nella prossima campagna di scavi.
A ovest lo scavo ha consentito di evidenziare la struttura dell'antica chiesa abbaziale romanica, la quale, come è emerso dalle indagini geofisiche effettuate da Adriano Ribolini e da Monica Bini del dipartimento di Scienze della terra dell'Università di Pisa, aveva uno sviluppo da est a ovest di circa trenta metri.
Le ricerche continueranno nella prossima stagione, con l'ampliamento delle prospezioni geofisiche e con l'approfondimento degli scavi. Il campione bioarcheologico recuperato permetterà di ricostruire malattie, stile di vita e caratteristiche bioarcheologiche della popolazione locale dal medioevo fino al XIX secolo.

Intoscana.it (29/08/2011)

Giovani Indiana Jones dagli Usa alla Toscana

Nel lucchese la Field School in Medieval Archaeology and Bioarcheaology

Archeologia_AbaziaPozzeveri_AltopascioSi sono avventurati nel mondo dell'archeologia, grazie a una campagna di scavo organizzata nel sito di un'antica abazia. Si tratta di una trentina di studenti provenienti da Italia, Stati Uniti e Canada che hanno partecipato la “Field School in Medieval Archaeology and Bioarcheaology”. 

L'iniziativa, che si è conclusa in questi giorni, si è svolta presso l’antica Abbazia di San Pietro di Pozzeveri, nel comune di Altopascio (Lucca) e ha riguardato lo studio e l’analisi dei resti umani sepolti nelle aree cimiteriali del monastero. L'obiettivo è adesso tracciare un “identikit” della popolazione locale, dal medioevo fino al diciannovesimo secolo, raccogliendo dati sullo stile di vita, le malattie e le caratteristiche degli individui, grazie ai rinvenimenti archeologici.

Le quattro aree di scavo aperte hanno permesso di portare alla luce almeno tre diverse fasi cimiteriali, da quella del XVIII-XIX secolo, relativa al cimitero parrocchiale della tarda età moderna della comunità di Badia Pozzeveri, a quella postmedievale di XVI-XVII secolo, fino alle fasi funerarie basso medievali (XIII-XIV secolo), per un totale di circa quaranta individui completi e articolati. Sono state scoperte anche le tracce di diversi edifici d’età medievale, che facevano parte del complesso monastico. 

Alla prima campagna di scavo hanno preso parte 23 studenti provenienti, oltre che dall’università dell’Ohio, da diversi stati americani del nord e del sud, oltre che dal Canada, nove tra istruttori e supervisori italiani e americani, oltre a nove sudenti del Master interuniversitario di primo livello in Bioarcheologia, Paleopatologia e Antropologia Forense organizzato dalle Università di Bologna, Pisa e Milano. 

Le ricerche continueranno nella prossima stagione, con l’approfondimento degli scavi. Il progetto di studio, varato dalla divisione di Paleopatologia dell’Università di Pisa, diretta dal professor Gino Fornaciari, e dal dipartimento di Antropologia dell’Ohio State University, con la supervisione del professor Clark Spencer Larsen, in accordo con la Soprintendenza per i Beni Archeologici della Toscana, permetterà di ricostruire malattie, stile di vita e caratteristiche della popolazione locale dal medioevo fino al XIX secolo.

ANSA (29/08/2011)

'Autopsia' per 40 scheletri di Badia a Pozzeveri. Gli archeologi studiano le malattie medievali

PoliomIelite, artrosi, artrite e un'elevata incidenza di patologie dentarie tra quelle scoperte dall'ateneo pisano nella prima fase di studi

Poliomielite, artrosi, artrite e un'elevata incidenza di patologie dentarie. Sono le malattie riscontrate su alcuni dei primi scheletri riportati alla luce nell'ambito della campagna di scavi sul sito dell'antica Abbazia di San Pietro di Pozzeveri ad Altopascio (Lucca) e condotta dall'istituto di Paleopatologia dell'Università di Pisa. L'indagine ha portato anche alla scoperta di tre diverse fasi cimiteriali, da quella del XVIII-XIX secolo, relativa al cimitero parrocchiale della tarda età moderna della comunità di Badia Pozzeveri, a quella postmedievale di XVI-XVII secolo, fino alle fasi funerarie basso medievali (XIII-XIV secolo).

Il lavoro degli archeologi ha portato alla luce circa quaranta individui completi e articolati, e molti non in connessione. Le prime inumazioni che sono state studiate, comprendenti individui deposti molto sbrigativamente, tra cui un cadavere sepolto con la faccia rivolta verso il suolo, spiega una nota dell'ateneo, "potrebbero essere identificate, sulla base anche di riscontri documentari delle fonti scritte, con la fase cimiteriale del colera del 1855, le fasi immediatamente anteriori mostrano invece un ordine maggiore nella disposizione degli inumati, allineati su file parallele". La campagna, alla quale ha partecipato anche il dipartimento di Antropologia dell'Ohio State University, ha come obiettivo l'indagine archeologica estensiva dell'antica abbazia e in particolare lo studio e l'analisi dei resti umani sepolti nelle aree cimiteriali del monastero. Il campione bioarcheologico recuperato permetterà di ricostruire malattie, stile di vita e caratteristiche bioarcheologiche della popolazione locale dal medioevo fino al XIX secolo.

Pagina inserita il Il 03/04/2011 | Numero visite: 6160

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