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Pieve dei Monti di Villa (Bagni di Lucca) :: Antropologia e Paleopatologia
Attivitą sul campo
Pieve dei Monti di Villa (Bagni di Lucca)
Sommario:

- Introduzione al progetto

- Studio tafonomico

- Antropologia e Paleopatologia

 
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III.1 Determinazione del Sesso

La diagnosi di sesso dell’individuo US 1072 di Pieve dei Monti di Villa è stata effettuata mediante l’osservazione di una serie di caratteristiche sia morfologiche che metriche e attraverso l’individuazione di tutti quei caratteri considerati come discriminanti per l’identificazione stessa.
Il bacino ha un indice di sessuazione di -1.6, valore che indica un insieme di caratteri marcatamente femminili.
Il solco preauricolare è profondo e ben delimitato, la grande incisura ischiatica è a forma di U molto aperta, l’angolo del pube è molto ottuso ed arrotondato,
il forame otturato è triangolare. La diagnosi di sesso femminile è confermata dalla presenza dell’arco composito a doppia curvatura, dal corpo dell’ischio stretto e dalla cresta iliaca a forma di S molto piatta.
La superficie auricolare, nella porzione posteriore, è ben rilevata; l’area del pube è di forma larga e trapezoidale e la cavità sottopubica è presente. Non si osserva un restringimento marcato del ramo ischio-pubico.L’insieme delle caratteristiche sessuali del cranio danno un indice di sessuazione pari a -1.3.
La glabella è debole, il processo mastoideo è piccolo e appuntito, il piano nucale risulta liscio, la mandibola è mediamente gracile, mentre il mento presenta una morfologia intermedia, l’arco sopraciliare è molto debole e l’osso zigomatico appare basso e liscio.
Anche in questo caso, l’insieme dei caratteri morfologici del cranio mostra caratteristiche pienamente femminili.
 

III.2 Determinazione dell’Età alla morte

Secondo  il metodo Lovejoy, che prende in esame l’usura della totalità dei denti, l’individuo US 1072 avrebbe un’età compresa tra i 30 e i 40 anni.
Secondo  il metodo Brothwell, che osserva l’usura dentaria dei soli molari, il nostro individuo avrebbe tra i 25 e i 35 anni.
Secondo il metodo Miles, avrebbe tra i 30 e 35 anni.
Bisogna tener presente che l’individuo in questione ha perso in vita dodici denti, fattore che potrebbe aver influito sul grado di usura dei denti presenti.
Pertanto, al fine di determinare con minore approssimazione l’età di morte dell’individuo occorre fare riferimento ad altri metodi che si basano sull’osservazione della morfologia dell’estremità sternale dellle coste, della morfologia della sinfisi pubica, dell’impronta auricolare dell’osso coxale e di patologie articolari di tipo degenerativo a carico della colonna vertebrale.
In base al metodo che osserva lo stato di riassorbimento delle suture craniche (Meindl & Lovejoy, 1985), l’individuo US 1072 avrebbe un’età di 30,5 ± 9 anni; quindi un’età adulto-giovane.
Tutte le suture ectocraniche osservate risultano non saldate, tranne la parte sinistra della coronale, che invece risulta obliterata.
È necessario considerare questo metodo con estrema cautela poiché risente, in misura maggiore rispetto a tutti gli altri metodi, della variabilità individuale, in quanto le suture craniche si saldano in maniera del tutto discontinua e in età differenti da un individuo all’altro.
In base al metodo che prende in considerazione i cambiamenti morfologici dell’estremità sternale delle coste (secondo Iscan et alii, 1984), il nostro individuo avrebbe un età compresa tra i 43 e 58 anni. I margini delle estremità appaiono irregolari e rialzati rispetto al centro che si presenta con una superficie porosa e non uniforme.
L’osservazione della morfologia della superficie auricolare dell’osso coxale (secondo Meindl e Lovejoy, 1989), ha confermato l’età di morte individuata attraverso il precedente metodo, cioè 50-59 anni. È visibile una superficie auricolare compatta e porosa i cui margini appaiono irregolari e slabbrati.
Infine, è stata osservata la morfologia della sinfisi pubica, in base al metodo elaborato da Brooks e Suchey, 1990.
La superficie sinfisiaria, a destra, appare appiattita e costituita da osso con aspetto compatto, anche i bordi sono ben definiti. La sinfisi, a sinistra è completa solo nella sua parte inferiore, e presenta un’area litica che indica una fase 5 (48 ±14.6 anni).
È noto come i vari metodi, considerati singolarmente, non siano completamente attendibili. Risulta  perciò indispensabile, al fine di raggiungere risultati soddisfacenti, l’utilizzo associato di questi metodi.   
In base ai metodi di determinazione dell’età di morte, collochiamo l’età di morte dell’individuo US 1072  in un età superiore ai 50 anni, età confermata dalle alterazioni scheletriche legate ai processi artrosici e ad una osteoporosi molto avanzata.

III.3 Studio Antropologico ed Ergonomico dello Scheletro US 1072

silhouette

Per determinare il sesso dell’individuo sono stati utilizzati i metodi di Ferembach-Schwidetzky-Stloukal (1977-1979) e di Phenice (1969).
Per individuare le alterazioni scheletriche sull’osso coxale indicatrici di parto è stato utilizzato il lavoro di Capasso - Di Tota (1991).
L’età di morte è stata determinata tenendo conto dello stato di ossificazione della sinfisi pubica (Todd, 1921, Gilbert e Mc Kern, 1973 e Suchey-Brooks, 1986), dell’usura dentaria (Lovejoy, 1985), dal grado di sinostosi delle suture craniche (Meindl & Lovejoy, 1975) dalla morfologia della superficie articolare sternale delle coste (Iscan, Loth e Wright, 1986), dalla morfologia della superficie auricolare dell’osso coxale ( Meindl & Lovejoy, 1989).
I caratteri metrici e morfometrici del cranio sono stati rilevati secondo la metodologia di Martin e Saller (1956-1959); per stabilire il grado di sviluppo dei marcatori scheletrici di stress funzionali è stato utilizzato il lavoro di Robb (1994) e per la determinazione dei caratteri muscolari e ligamentari, entesopatie e formazioni osteofitiche quello di Mariotti, Facchini, Belcastro (2004).

Caratteri metrici e morfometrici del cranio

Il cranio è mediamente sviluppato sia in lunghezza (mm 172.5) che in larghezza (mm 135), con un indice di mesocrania (78.26).
Non è stato possibile calcolare l’altezza al basion, mancando il forame magno; l’altezza al porion  indica un cranio molto basso (mm 97.3) con un indice auricolare longitudinale di camecrania (56.40); l’indice vertico-longitudinale non è calcolabile.
La capacità cranica calcolata con la formula interrazziale di Lee-Pearson è di  1146 cc al porion, valore che evidenzia oligoencefalia.
La fronte risulta stretta nel diametro frontale massimo (mm 115.5) e nel diametro frontale minimo (90.9); l’indice frontale trasverso (78.70) indica una fronte mediamente divergente e l’indice fronto-parietale (67.33) indica metriometopia.
L’indice naso-malare (114,57)  indica un valore proopico.
Il naso è stretto (larghezza nasale mm 19.4) e alto (altezza nasale mm 51.7), con indice nasale di leptorrinia (37.52).
L’altezza superiore della faccia è di mm 71.5, mentre l’altezza orbitaria a destra, l’unica rilevabile, indica un’altezza media (mm 32.6).
L’altezza al foro mentoniero è di 27 mm a destra e 33.9 mm a sinistra. Questa notevole differenza tra lato sinistro e destro è dovuta al fatto che l’individuo ha perduto il dente ante-mortem.
La distanza tra i fori mentonieri della mandibola è di mm 40.7, mentre l’altezza della sinfisi è di mm 35.9.
Lo spessore minimo al foro mentoniero è di 12 mm a destra e 12.9 mm a sinistra.
La larghezza massima della branca montante è di mm 30.2.

Caratteri discontinui del cranio

Sono presenti il forame sopraorbitario completo a destra, il forame parietale a sinistra, l’ossicino coronale a destra, l’osso asterico a destra.

Caratteri morfologici del cranio

 Morfologicamente, il cranio è di tipo ovoide, l’occipite è calcaneato, il contorno cranico è “a casa”.
Il dorso nasale, così come le ossa nasali e l’apertura piriforme hanno forma 3.

Quadro della situazione dentaria

Sono presenti 17 denti, 10 mascellari e 7 mandibolari. Sono andati perduti post-mortem tre denti; mentre in vita l’individuo ne ha persi 12.

Denti perduti post mortem

I denti perduti post mortem sono il primo incisivo inferiore sinistro, il canino superiore destro e il primo molare superiore destro.

Denti perduti intra vitam

La caduta dei denti intra vitam può essere provocata da alcune patologie dentarie come la carie destruente, l’usura penetrante, gli ascessi e le paradontopatie.
In seguito alla perdita di denti, il processo alveolare subisce un fenomeno di riassorbimento irreversibile che porta ad una massiccia perdita di tessuto. A ciò consegue un’atrofia ossea che riduce significativamente la quantità di osso presente.
Dell’arcata superiore risultano essere perduti quattro denti: il primo, il secondo premolare  sinistro, il primo e il terzo molare sinistro. L’alveolo di quest’ultimo dente non risulta essere chiuso, è ravvisabile però una reazione ossea, elemento che fa risalire la perdita del dente a quando l’individuo era ancora in vita.
I denti mandibolari perduti sono otto: il primo premolare sinistro, il secondo e terzo molare sinistro; il primo e secondo premolare destro e i tre molari di destra.

Usura dentaria

L’usura dentaria è stata rilevata e quantificata utilizzando il metodo di Molnar (1971).
I denti colpiti da usura elevata (che interessa la dentina secondaria) sono il primo e secondo incisivo mascellare sinistro (rispettivamente di grado 5/6 e grado 6), il secondo incisivo mascellare sinistro (grado 6), infine il secondo incisivo mandibolare sinistro (grado 5).
I denti colpiti da usura leggera sono il terzo molare mascellare destro (grado 2), il primo premolare mascellare destro (grado 3), il canino mascellare sinistro (grado 4),  il secondo molare mascellare sinistro (grado 2/3) e il secondo premolare mandibolare sinistro (grado 2).

Carie

Su un totale di 17 denti osservati, 6 risultano colpiti da carie.
Il terzo molare superiore destro presenta una carie di grado minimo, che interessa il solo smalto, localizzato sulla superficie occlusale del dente.
Il primo molare inferiore sinistro e il canino inferiore sinistro presentano una carie non penetrante, rispettivamente sulla faccia mesiale e distale.
I denti interessati da carie destruente sono il secondo premolare superiore destro, il primo e secondo incisivo superiore destro.

Tartaro

I denti colpiti da leggere formazioni di tartaro sono il terzo molare mascellare destro (lato linguale e vestibolare), il primo premolare destro (lato linguale e vestibolare), il secondo incisivo superiore sinistro (lato linguale e vestibolare). Il dente maggiormente colpito è il secondo incisivo inferiore destro, con una formazione di tartaro massivo che interessa il lato vestibolare. 

Caratteri metrici e morfometrici dello scheletro postcraniale

La clavicola destra presenta una lunghezza massima di 129 mm, la sinistra non è rilevabile, mancando frammenti del processo acromiale. La circonferenza mediana a destra è di 37 mm, a sinistra 38 mm; l’indice di robustezza a destra presenta un valore di 28.68, che indica una clavicola robusta. L’indice di asimmetria non è calcolabile.
L’altezza morfologica della scapola destra è di 142 mm, a sinistra non è rilevabile.
La larghezza morfologica della scapola destra è di 90 mm, a sinistra non è rilevabile. La lunghezza glenoide a destra è di 30.9 mm, a sinistra è di 33.2.
La larghezza glenoide a destra è di 22.9, a sinistra non è rilevabile. L’indice di robustezza a destra è di 63.38 mentre a sinistra non è rilevabile. Questi valori indicano una scapola stretta, al limite con la media.
L’omero destro presenta una lunghezza massima di 291 mm, l’omero sinistro di 289 mm. La lunghezza totale a destra è di 286 mm mentre a sinistra è di 285. Il diametro massimo e minimo a metà diafisi sono rispettivamente 18 mm e 15.2 mm a destra e 19.2 mm e 16.5 a sinistra. Il diametro trasverso della testa omerale è di 35.5 a destra e 35.7 a sinistra. Il diametro sagittale della testa è di 38.3 mm a destra e 38.9 a sinistra.
La circonferenza minima della diafisi omerale è di 58 mm a destra e 61 a sinistra.
Gli indici di robustezza e destra e a sinistra (risp. 19.93 e 21.10) indicano un omero robusto e i valori dell’indice diafisario (84.44 e 85.93) sono indicatori di euribrachia.
L’indice della testa omerale è di 92.68 mm a destra e 91.77 a sinistra. L’indice di asimmetria è di -5.87. 
La lunghezza massima radiale a destra è di 214 mm, a sinistra 213. La lunghezza fisiologica è di 203 mm a destra e a sinistra. La circonferenza minima è di 41 mm a destra e a sinistra. Il diametro trasverso a destra è di 13 mm mentre a sinistra è di 12.5. Il diametro sagittale a destra è di 10.5, a sinistra 10.
Gli indici indicano un radio mediamente robusto (indice di robustezza a destra 19.5, a sinistra 19.24). L’indice di spessore è di 20.19 a destra e a sinstra. L’indice diafisario nel mezzo è di 80.76 a destra e 80 a sinistra. Infine, l’indice di asimmetria è di -0.46.
La lunghezza massima dell’ulna destra è di 237 mm, dell’ulna sinistra non è rilevabile. La lunghezza fisiologica è di 210 mm, a destra e a sinistra. La circonferenza minima ulnare è di 40.5 mm a destra e 41 mm a sinistra. Il diametro trasversale superiore è di 20 mm a destra e 18.9 a sinistra. Il diametro dorso-volare superiore a destra è di 19 mm, a sinistra 19.8. L’indice di robustezza a destra è di 17.08 mm, a sinistra non è calcolabile. L’indice di spessore è di 19.28 a destra e 19.52 a sinistra. L’indice olenico indica ipereurolenia a destra e eurolenia a sinistra. L’indice di asimmetria non è calcolabile.
L’osso coxale destro ha un’altezza massima di mm 200.5 e il coxale sinistro di mm 202; il diametro cotilo-sciatico misura mm 36.1 a destra e 34.3 a sinistra; l’altezza sciatica mm 32.6 a destra e 38.6 a sinistra; l’indice cotilo-sciatico a destra è di 90.3 e 112.5 a sinistra.
Non è stato possibile rilevare i caratteri metrici del sacro, perché incompleto.
Il femore destro presenta una lunghezza massima/fisiologica di 416/413 mm, il sinistro di 420/419. Il diametro sagittale a destra è di 25.9 mm, a sinistra di 26.9; il diametro trasversale a destra e a sinistra è rispettivamente di 25.5 mm e 25.7 mm. Il diametro trasversale superiore a destra è di 28 mm e a sinistra di 29.5. Il diametro sagittale superiore è di 23.6 e a sinistra è di 24.6 mm. I femori sono mediamente robusti (i.12.44 a destra e 12.55 a sinistra), entrambi platimerici (i. 84.28 a destra e 83.38 a sinistra) con pilastro debole a destra (i. 101.56) e a sinistra (i. 104.66) e con un indice di asimmetria di -0.88.
L’altezza massima della patella destra è di 35.4 mm e di quella sinistra è 35.8; la massima larghezza a destra è di 39.5 mm e di 40.5 a sinistra. L’indice di larghezza patellare è di 89.62 a destra e 88.39 a sinistra.
La lunghezza tibiale massima è 329 mm a destra e 326 a sinistra; il diametro sagittale massimo nel mezzo a destra è di 24.2, a sinistra 24.4.
Il diametro trasversale nel mezzo è di 19 a destra e 20 a sinistra.
Il diametro sagittale/trasversale al foro nutritizio è a destra 27.9/22.3 e a sinistra 27.9/22.2. Il valore della circonferenza minima della diafisi femorale è di 71.5 a destra e 73 a sinistra.
Le tibie sono entrambe molto robuste (i. 21.7 e 22.39) ed euricnemiche (i. 79.92 e 79.56), con un indice di asimmetria di -3.22.
L’indice di sezione trasversa è a destra 78.51 e a sinistra 81.96.
Il diametro massimo/minimo nel mezzo della fibula destra è di 15/12.8, a sinistra è 15,1/12.4. La circonferenza minima fibulare a destra è di 38 mm, a sinistra di 41 mm.L’indice diafisario nel mezzo è a destra è di 85.3 e a sinistra è 82.11. L’indice di robustezza non è calcolabile ne’ a destra ne’ a sinistra, così come l’indice di asimmetria.  
La lunghezza/larghezza dell’astragalo destro è di 49/36.6 mm, del sinistro è di 48.5/37.9 mm. L’indice di larghezza-lunghezza è di 74.69 a destra, di 78.14 a sinistra.
La lunghezza/larghezza massima del calcagno destro è di 68.2/67.6 mm, del sinistro è di 67.6/40 mm.

Caratteri discontinui del postcraniale

E’presente la faccetta calcaneare sdoppiata a destra e a sinistra.

Caratteri muscolo-scheletrici

A livello di espressione dei markers muscolo-scheletrici si mette in evidenza un forte impegno delle clavicole, degli omeri e delle ulne.
Sulle clavicole, l’area di inserzione del deltoide risulta egualmente accentuata a destra e a sinistra, ove si rileva una striscia ben delimitata e rugosa (grado 4 Robb). Sulla clavicola destra è presente inoltre una zona osteolitica.
L’inserzione del legamento trapezoide sulle clavicole risulta ben evidenziata (grado 2), tanto da formare una cresta molto prominente e rugosa. 
L’inserzione del muscolo gran pettorale a destra è appena visibile, la parte mediale e anteriore della diafisi clavicolare risulta normalmente arrotondata con una superficie solo lievemente irregolare. 
Sulla scapola destra, a livello del muscolo bicipite/coracobrachiale è presente una chiara esostosi (grado 3 Robb), mentre a sinistra non è rilevabile.
L’area di inserzione del muscolo deltoide a destra non è rilevabile, a sinistra è presente con un’esostosi sviluppata (grado 3).
L’inserzione del tricipite è egualmente sviluppata a destra come a sinistra (grado 2/3 Robb); il piccolo rotondo risulta maggiormente sviluppato a sinistra (grado 2) che a destra (grado 1); le aree di inserzione del grande rotondo non sono rilevabili.
Per quanto riguarda gli omeri, notiamo una netta incisione del muscolo sottoscapolare (grado 4 a destra e grado 3 a sinistra); i muscoli sopraspinato e infraspinato hanno grado 3 a destra e 2 a sinistra.
Molto marcate sono anche le inserzioni dei muscoli grande pettorale e grande rotondo, attivi nell’adduzione del braccio, entrambi con grado 3/4 a destra e sinistra. Il muscolo gran dorsale ha grado 3 a destra e 3/4 a sinistra; il piccolo rotondo ha  grado 4 a destra e 3/4 a sinistra; il deltoide, l’anconeo e l’origine comune degli estensori hanno intensità di grado 3 a destra e sinistra. L’origine comune dei muscoli flessori ha grado 5 a destra, dove si rileva un’impronta muscolare molto forte, e grado non rilevabile a sinistra.
Il grado 5 dell’origine comune dei flessori rappresenta una entesopatia, seppur minima, che si manifesta con una limitata esostosi (>1mm).
Ciò indica come l’individuo svolgesse attività fisica piuttosto impegnativa che comportante l’uso abituale in condizioni di sovraccarico dei muscoli citati.
A livello dei radii, l’inserzione della membana interossea al di sopra della metà diafisi ha un grado di sviluppo tale da determinare una cresta non particolarmente rilevata ma rugosa.
La tuberosità bicipitale presenta un’esostosi marcata (grado 5 Robb); il muscolo pronatore rotondo ha determinato un’inserzione lieve a destra (grado 1), maggiore a sinistra; si nota l’inserzione del muscolo tricipite con grado 2 a destra e grado 3/4 a sinistra; l’anconeo ha grado 2 a destra e grado 3 a sinistra; i muscoli supinatore e brachiale hanno  grado 3 a destra e a sinistra. Il muscolo pronatore rotondo e flessore superficiale delle dita hanno grado 2 sia a destra che a sinistra.
A livello dei coxali è presente l’impronta del muscolo retto del femore (capo diretto) con grado 3 Robb sia a destra che a sinistra; l’impronta del sartorio non è osservabile.
L’inserzione del muscolo semimembranoso ha grado 2 a destra e grado 4 a sinistra.
L’inserzione del bicipite e semitendinoso a destra non è osservabile mentre a sinistra è ben visibile e si quantifica con un grado 4 Robb. 
I femori presentano l’inserzione del muscolo piriforme molto marcata a destra (grado 4), mentre a sinistra non è rilevabile. Evidenti sono anche le aree di inserzione del gluteo medio, che ha grado 4 a destra e grado 5 a sinistra; il piccolo gluteo ha grado 5 a destra e grado 4 a sinistra; l’ileopsoas e il grande gluteo hanno grado 4 a destra e a sinistra; il vasto mediale ha grado 3/4 a destra e a sinistra. La linea aspra del labbro mediale ha grado 4 a destra e 3/4 a sinistra e anche la linea aspra del labbro laterale ha grado 4 a destra e 3/4 a sinistra.
L’attacco del legamento rotondo è forte; il bordo superiore della fovea è sollevato e la parte centrale della fovea presenta cribrosità.
Il legamento patellare ha determinato un leggero rimodellamento dell’angolo supero-anteriore della patella, che si presenta arrotondato; ciò indica una discreta attività occupazionale a carico delle ginocchia.
Ciò è riscontrabile anche a livello delle tibie, ove sia il legamento patellare che il soleo hanno modellato le superfici ossee con un grado di robustezza pari a 3 (Robb).
Il tendine di Achille ha nel calcagno dato origine ad un’entesopatia sia a destra che a sinistra, seppur manifestatasi con una esostosi minima (>1mm). È presente una piccola placchetta a livello del tubercolo peroneale.

Tabella 2 - Calcolo della statura sulla base della lunghezza massima delle principali ossa lunghe

OSSO

LUNGHEZZA MASSIMA

STATURA

Omero ds

291

155,74

Omero sn

289

155,07

Radio ds

214

156,36

Radio sn

213

155,89

Ulna ds

237

158,95

Ulna sn

NR

NR

Femore ds

416

156,85

Femore sn

420

157,84

Tibia ds

329

156,94

Tibia sn

326

156,07

Statura su tutte le ossa

156,63

Statura femore + tibia

156.82

III.4 Studio Patologico dello Scheletro US 1072

Osteoporosi

Tutte le ossa dello scheletro US 1072 di Pieve dei Monti di Villa si presentavano molto fragili e leggere, caratteristiche tipiche di un quadro osteoporotico. L’osteoporosi è una sindrome caratterizzata da un’assottigliamento delle corticali delle ossa e da una rarefazione delle travate del tessuto osseo spongioso.Tale patologia è da mettere in relazione con il sesso femminile dell’individuo e con la sua età di morte, avvenuta in 30 Marzo, 2008Artrosi

Fenomeni artrosici sono stati riscontrati in tutto lo scheletro dell’individuo, in particolare a carico della colonna vertebrale.L’età e la predisposizione genetica giocano un ruolo importante nella comparsa dell’artrosi, anche se non è da sottovalutare il ruolo patogenetico del sovraccarico funzionale in relazione a determinate attività fisiche e lavorative. Le patologie a carico di ciascun elemento vertebrale sono riportate dettagliatamente in una tavola posta in appendice. Sono stati individuati segni della presenza di artrosi a carico delle superfici articolari dello sterno (incisura clavicolare destra e le incisure costali destre).È presente inoltre un fenomeno di artrosi sternale e acromiale della clavicola destra, mentre nella sinistra non è rilevabile. Anche le superfici articolari delle scapole risultano colpite da tale patologia, in particolare a livello della cavità glenoidea è presente un leggero bordo osteofitico maggiormente accentuato nella scapola sinistra. A carico della testa dell’omero destro si registra una leggera artrosi che si manifesta con un bordo osteofitico; lo stesso fenomeno è rilevabile sulla faccia articolare carpale destra del radio. Le superfici articolari delle ulne presentano bordi osteofitici lievemente accennati (circonferenza articolare destra e sinistra).
Anche le superfici articolari dei coxali mostrano segni di artrosi, in particolare nella cavità acetabolare destra è osservabile un’area di osteolisi. Anche lo stesso bordo acetabolare si presenta irregolare e leggermente osteofitico.A livello della prima vertebra sacrale è visibile un bordo osteofitico, e le superfici auricolari destra e sinistra presentano porosità. Le superfici articolari femorali non mostrano segni di artrosi, è presente un leggerissimo bordo osteofitico a livello del condilo interno destro. Nell’area di inserzione del legamento fibulo-tibiale di entambe le fibule sono presenti piccole neoformazioni ossee. I fenomeni artrosici sono particolarmente evidenti a livello delle ossa dei piedi: la testa del primo metatarsale destro presenta neoformazioni sviluppate e due foramina ben evidenti; la I falange ha un bordo osteofitico a livello della base. La III falange del primo metatarsale presenta segni di artrosi alla base e alla testa; la metà distale del V metatarsale risulta slargata e deformata; falangina e falangetta del V metatarsale sono saldate e la falangetta ha un foramen nella parte mediale del corpo. Nel piede sinistro, la testa del I metatarsale presenta una evidente neoformazione ossea; la V falangina risulta saldata alla V falangetta, come a destra. 

Ernie di Schmorl

 L’ernia di Schmorl è un’ernia nucleare intra-spongiosa, che colpisce il corpo vertebrale e di conseguenza ne comporta una particolare modificazione. Si manifesta con una depressione in forma di cupola localizzata di solito al di sopra del nucleo polposo il quale, sottoposto a pressione, si trova infossato nel tessuto spongioso del corpo vertebrale favorendo  una diminuzione di resistenza di quest’ultimo.
La conformazione del nucleo è molto spesso irregolare, anfrattuosa e pertanto risulta difficile risalire ad una eziologia particolare. Comunque, nella maggior parte dei casi, la sua comparsa è favorita da una debolezza congenita del corpo vertebrale o in caso di sovraccarichi della colonna in età giovanile.
L’ernia di Schmorl ha colpito il nostro individuo a livello della 4a, 5a, 6a, 7a, 8a, 9a,  10a, 11a vertebra toracica. Dalla  4a all’8a toracica tale ernia risulta ben visibile o moderata (++) ed interessa la sola faccia superiore del corpo vertebrale nella sua porzione centrale.
Nel caso della 9a e 10a toracica l’ernia si presenta con grado marcato (+++), e interessa sia la faccia superiore che quella inferiore del corpo.
Nella 11a vertebra toracica l’ernia di Schmorl è esteriorizzata e si è verificato l’intaccamento dell’anulus fibrosus (E), nella facce superiore e inferiore del corpo.

De Sèze e Ryckewaert, 1978

Pagina inserita il Il 05/11/2006 | Numero visite: 2603
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