Venerdì 14 maggio a Bagni di Lucca si è svolto il Convegno "LO SCAVO ARCHEOLOGICO DEL CASTELLO DI BENABBIO E L’ARCHEOLOGIA MEDIEVALE NELL’APPENNINO LUCCHESE" (approfondici...)
GIOVEDÌ
9 SETTEMBRE, PRESSO IL POLO PORTA NUOVA SI TERRANNO LE VERBALIZZAZIONI PER GLI ESAMI DI CUI È COORDINATORE IL PROF. FORNACIARI
In questa sezione sono raccolte le presentazioni degli incontri, dei congressi e dei seminari nazionali ed internazionali della divisione di paleopatologia. Ogni documento È liberamente consultabile e scaricabile.
20-22 maggio 2010 - pisa
La Lebbra: Paleopatologia
e storia della cura e dell’assistenza
Convegno di Studi organizzato dal S.M.O.M.
Delegazione di Pisa
“Cura del corpo, cura dell’anima: ospitalitÀ e assistenza nell’Ordine di San Giovanni Battista di Gerusalemme, di Rodi, di Malta dalle origini ai giorni nostri”
Giornata di Studio su: "Sepolture anomale. Indagini archeologiche e antropologiche dall‘Epoca Classica al Medioevo“
CASTELFRANCO EMILIA - 19 dicembre 2009
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Processi di tanatometamorfosi: pratiche di scolatura dei corpi e mummificazione nel Regno delle Due Sicilie Questo articolo ha come proprio oggetto di studio alcune particolari pratiche funerarie diffuse nell’Italia del sud tra XVIII e XIX secolo che riservavano un’attenzione speciale al trattamento prolungato dei corpi, procrastinando l’avvento della sepoltura definitiva. Articolo inserito il 10 aprile 2010 e letto 1895 volte.
Pidocchi sulla testa del Re! Un caso di pediculosi è stato riscontrato nella mummia di un sovrano italiano del XV secolo, a dimostrazione che anche le classi sociali più elevate erano soggette a questi tipi di infestazioni. La basilica di San Domenico Maggiore a Napoli custodisce trentotto sarcofagi lignei contenenti i corpi di dieci principi aragonesi e di altri nobili napoletani deceduti nel XV e XVI secolo. Articolo inserito il 05 aprile 2010 e letto 208 volte.
STUDENTS’ PARTICIPATION IN AN ARCHAEOANTHROPOLOGY COURSE USING A CONTENT AND LANGUAGE INTEGRATED LEARNING (CLIL) METHODOLOGY This paper has a dual purpose: on the one hand, it makes the first results of the excavations available to the widest possible audience; on the other hand, it describes the application of a CLIL methodology which uses a foreign language to study a specific discipline. In this case, English is used as supporting language to carry out a number of tasks on the archaeological site, within an environment of interaction where the peers, the archaeologist, the content and language teachers are working in collaboration. Articolo inserito il 23 marzo 2010 e letto 247 volte.